Sport e Politica: sì ai ragazzi stranieri nei club italiani (ma non parlate di ius soli, please)

Il Senato ha approvato la legge che permette ai ragazzi stranieri (in Italia almeno dai 10 anni d'età) di venir tesserati nei club sportivi.

Finalmente i ragazzini stranieri residenti in Italia potranno praticare lo sport senza problemi, senza quella norma che vietava ai club affiliati alle Federazioni sportive di tesserare minorenni non italiani. Con 215 voti a favore, sei contrari e due astenuti è stato approvato oggi in Senato il ddl 1871 che introduce "Disposizioni per favorire l'integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l'ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva".

Ma, attenzione, il termine "ius soli sportivo" largamente utilizzato dai politici e dalla stampa è fuorviante e falso. In primo luogo, perché riferendosi a ragazzi residenti in Italia almeno dall'età di 10 anni è evidente che non valga la regola della nascita sul territorio italiano - evidente quindi il controsenso dei termini -, in secondo luogo perché la legge approvata non significa che i ragazzi sia tesserati come italiani o rappresentino l'Italia sportivamente. Semplicemente - e non è poco - si permette ai figli di stranieri di partecipare all'attività agonistica sportiva al pari dei loro coetanei italiani.

Come si legge nel testo, infatti, "Il tesseramento di cui al comma 1 resta valido – aggiunge il testo all’articolo due -, dopo il compimento del diciottesimo anno di età, fino al completamento delle procedure per l'acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei soggetti che, ricorrendo i presupposti di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, hanno presentato tale richiesta". Quindi solo da maggiorenni e solo con l'acquisizione della cittadinanza questi sportivi potranno essere considerati italiani da un punto di vista sportivo.

Come dice infatti la senatrice Idem, la legge è "un importante passo in avanti per garantire maggiori livelli di inserimento sociale dei ragazzi stranieri [...] di poter essere tesserati con le stesse procedure previste per il tesseramento dei ragazzi italiani". Niente ius soli, niente rivoluzione sociale, insomma, ma semplicemente una legge di buon senso per permettere a tutti i ragazzi che risiedono nel nostro Paese di praticare sport.

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