Italrugby: giovani, equiparati e assenze che fanno discutere

La prima lista di convocati di Brunel in vista del Sei Nazioni vista ai raggi X.

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38 nomi per il primo miniraduno azzurro dopo la Coppa del Mondo e in vista dell'RBS 6 Nazioni, ultimo appuntamento con Jacques Brunel sulla panchina azzurra. E il tecnico francese sembra iniziare il lavoro del suo successore, sfruttando l'assenza dei giocatori impegnati all'estero per convocare molti giovani, ma non solo. Vediamo un po' cosa si capisce dalla lista pubblicata ieri dalla Fir.

Addii importanti. La prima non-notizia è l'addio di alcuni senatori azzurri. Al netto sempre di chi gioca all'estero e di chi è infortunato, infatti, i due nomi che non ci sono sono quelli di Mauro Bergamasco, che ha appeso gli scarpini al chiodo, e di Marco Bortolami, escluso all'ultimo dai 31 per i Mondiali e ora fuori anche dalla lista per il Sei Nazioni. Il ricambio generazione parte da loro.

Esordienti. Tanti, invece, i giovani esordienti chiamati per questo primo incontro da Brunel. Sono 18 i giocatori che non hanno mai vestito la maglia azzurra e, tra questi, spiccano Maxime Mbandà, Mattia Bellini, Andrea Buondonno, Tommaso Castello, Andrea Menniti-Ippolito, Marco Susio e, in parte, David Odiete. Cioè giocatori italiani, giovani e che provengono dall'Eccellenza. Abbiamo messo a margine Odiete, perché l'unico ad aver avuto una lunga esperienza già in Pro 12 con le Zebre. Questi giocatori difficilmente entreranno nel gruppo finale per il Sei Nazioni, ma sono i primi giocatori dell'Eccellenza sul taccuino di Brunel.

Equiparati. Gioia e dolori del rugby mondiale, e in particolare di quello italiano. I giocatori non italiani che sono eleggibili per residenza. Nella lista dei 38 troviamo Quintin Geldenhuys, ma anche Dean Budd, Abraham Steyn e Andries Van Schalkwyk. Cioè tre uomini di mischia, cioè dove la vulgata ha sempre creduto che l'Italia fosse coperta e dove, invece, evidentemente si deve pescare tra chi è formato all'estero. Da sottolineare come Budd e Van Schalkwyk non siano proprio giovanissimi e appaiono più come toppe prese in fretta o furia in merceria che una strategia programmata.

Gli assenti. Al netto, ancora una volta, di 'stranieri' e infortunati, nella lista dei 38 si notano diverse assenze. Bocciato (?) Davide Giazzon, cui sono stati preferiti Manici e il rientrante D'Apice, ma soprattutto fanno discutere le assenze di Barbini, Bacchin e Ragusi. Il primo si può definire un giocatore giovane ma già esperto, ha vestito la maglia azzurra e a Treviso si è messo spesso in mostra. Una bocciatura tecnica, insomma, poco comprensibile se si guarda solo al campo. Discorso identico per Bacchin, mentre Ragusi è vero che non si è ancora potuto esprimere in azzurro, ma a Treviso fa bene da due anni e la sua 'bocciatura' stona come le altre due. Assenze, insomma, incomprensibili, sempre che non vi sia dietro altro e, dunque, per rivedere questi tre giovani prospetti più che interessanti bisognerà - ahimè - aspettare l'addio di Brunel.

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