Curiosità ovali: il Connacht e l'odissea siberiana

Gli irlandesi, impegnati sabato contro l'Enisei-STM, non sono ancora riusciti a tornare a casa.

connacht-odissea-siberiana.jpg

Il viaggio della speranza. Cioè si spera di tornare a casa prima o poi. E' quello che stanno vivendo da tre giorni i giocatori del Connacht, bloccati in Russia da sabato sera, cioè quando un volo charter avrebbe dovuto riportarli in Irlanda dalla Siberia. E, invece, i ragazzi di Galway sono ancora bloccati a Mosca.

Come detto, tutto è nato sabato sera, quando dall'aeroporto di Krasnoyarsk, in Siberia, doveva partire il charter per Shannon, in Irlanda. Ma un problema tecnico ha lasciato la squadra a terra che, così, è dovuta tornare in albergo per la notte. Così i giocatori si sono organizzati recuperare direttamente in Siberia il fuso orario, praticamente adattando i loro orari russi all'ora irlandese.

Il tutto, mentre si cercava di capire come tornarci, in Irlanda. Perché di voli charter non ce ne erano disponibili domenica e, così, lo staff ha provato a dividere il gruppo sui vari voli di linea in partenza da Krasnoyarsk per Mosca. Nella capitale russa la squadra si è riunita solo ieri, ma qui ci sono stati nuovi problemi con l'immigrazione e per trovare i voli per tornare al di qua di quella che fu la cortina di ferro.


Un gruppo è riuscito a prenotare e a imbarcarsi su un volo per Amsterdam, mentre il resto della truppa è rimasto ancora bloccato, cercando il modo di salire su un aereo che li portasse a Londra. Il tutto, ovviamente, mentre si avvicina l'impegno del prossimo weekend contro Brive. Al punto che, come vedete qui sopra, John Muldoon su Twitter ha scherzato - ma non troppo - commentando che "se andiamo avanti di questo passo saremo a casa per il calcio d'inizio sabato". Forse.

  • shares
  • Mail