Bullismo e rugby: Gavazzi indaga, tra esclusioni e battute

La Fir ha predisposto una commissione per capire cosa sia successo nell'Accademia di Mogliano. Ma, intanto, il numero 1 minimizza ed esclude il Cus Padova.

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I fatti, ancora tutti da chiarire, avvenuti nell'Accademia federale di Mogliano, con un ragazzino di 16 anni che ha abbandonato dopo presunti casi di bullismo, finiscono sul tavolo di Alfredo Gavazzi. Che ha subito annunciato una commissione interna per far luce su cosa sia successo. Ma intervistato dalla stampa veneta non si è esentato da fare battute e buttarla sulla politica.

"Se l’atleta non fosse del Cus Padova (del presidente Zanovello, dirigente da sempre molto critico dell'operato di Gavazzi, ndr.), il padre avrebbe potuto portare alla luce il fatto in altro modo. Mi chiedo perché abbia scelto questa cassa di risonanza. Se uno vuole risolvere le cose in buona fede può farlo parlando" dice il numero 1 Fir, cercando di spostare l'attenzione da un fatto grave di bullismo alle prossime elezioni. Ma non solo.

"Non penso sia un problema gravissimo (il presunto atto di bullismo, ndr.). Sono episodi che possono, ma non devono accadere nel processo di maturazione dei giovani. Io sono cresciuto in collegio e le cosiddette matricole capitavano lì, come in Nazionale" chiosa Gavazzi, che ribadisce il concetto che "mi dicono che i genitori non hanno dato tanto peso all’accaduto".

Infine, al presidente è stato fatto notare come il responsabile dell'alto livello - e dunque anche delle Accademie - Carlo Checchinato, interrogato sul fatto, abbia dichiarato "Non ho nulla da dire". La risposta di Alfredo Gavazzi è stata una mezza battuta: "Forse non aveva finito la frase. Doveva aggiungere: fino a quando non avremo fatto le verifiche". Già, ma non lo ha detto, e la toppa sembra peggio del buco.

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