All Blacks: Dan Carter e quel viaggio alcolico da 300 sterline

L'apertura neozelandese ha pubblicato la sua autobiografia e, in un capitolo, racconta la 'follia' fatta nel 2005 durante un tour.

of England of New Zealand during the Investec Challenge match between England and New Zealand at Twickenham on November 19, 2005 in London, England

E' uno dei bravi ragazzi del rugby mondiale, ma - appunto - è un ragazzo e di follie ne ha fatte anche lui. Parliamo di Dan Carter, il leggendario All Blacks e recordman di punti in campo internazionale. E che nella sua autobiografia appena pubblicata racconta di una notte particolare tra Cardiff e Londra, durante il tour europeo dei tuttineri nel 2005.

Dan aveva 23 anni, erano solo un paio d'anni che era nel giro dei tuttineri, e una sera a Cardiff è uscito a far bisboccia con i compagni di squadra Piri Weepu, Jimmy Cowan, Aaron Mauger, Leon MacDonald e Jason Eaton. Serata alcolica, lunghissima, e alle 5 di mattina i sei All Blacks decidono di chiuderela a Londra!

"Ovviamente non eravamo lucidi - racconta Carter -, ma l'idea era infettiva e, così, abbiamo trovato un tassista abbastanza matto da portarci a Londra. Gli demmo 300 sterline, prendemmo alcuni Cd, uno scatolone di birre e stavamo già viaggiando verso Londra".

Una follia di cui, ovviamente, si sono presto pentiti. "Il sole sorse e i primi dubbi ci entrarono in testa. Forse non era stata la miglior idea avuta, eh? Fu Mauger a mettere le cose nella giusta prospettiva: 'Ma che cazzo stiamo facendo a Londra? Dobbiamo andarcene'" continua Carter, che poi racconta cosa successe la sera stessa nel raduno degli All Blacks.

"Tana (Umaga, il capitano, ndr.) ci attaccò in modo durissimo, disse che dovevamo venir rimandati a casa. Jason Eaton non aveva mai giocato un test, neppure un match del Super Rugby. Tana si infuriò molto con lui, chiedendogli chi si credesse di essere - racconta Carter, che continua -. Lo stesso con Leon e Aaron, che facevano parte dei leader della squadra, cioè erano coloro che dovevano imporre la disciplina, non averne bisogno".

Il 2005 era stato l'anno del tour dei British & Irish Lions, dove Carter si era messo in mostra e, di fatto, aveva conquistato il ruolo di titolare inamovibile all'apertura. Ma, come racconta lui stesso, dopo quella bravata tra Cardiff e Londra sentì il suo posto a rischio. Ma, a suon di prestazioni ottime e della sua proverbiale professionalità, la sua carriera con gli All Blacks è durata altri 10 anni. Forse senza viaggi in taxi a Londra, da allora.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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