Affari italiani: Parisse "In Italia serve gente nuova, anche in Fir"

Intervistato da Radio France Bleu il capitano azzurro parla del suo futuro, ma anche di quello del rugby italiano.

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Continua a tenere banco il futuro di Sergio Parisse, capitano e icona dello Stade Français e dell'Italia, con il giocatore che ora sembra fissare una data per chiarire tutto: fine novembre. Così, almeno, il numero 8 azzurro ha dichiarato a Radio France Bleu in un'intervista in cui, però, inizia già a mettere qualche puntino sulle i.

"Sono a Parigi da dieci anni, ho il contratto in scadenza e per mia fortuna tante offerte. Non ho ancora deciso, ne sto discutendo con il mio agente, ma so che questo sarà il mio ultimo contratto, gli ultimi 3/4 anni di carriera - ha dichiarato Sergio, che continua -. In ogni caso una decisione dovrebbe arrivare entro fine novembre. Magari sarà una cosa veloce, magari avrò bisogno di qualche giorno in più".

La sensazione è che Sergio valuterà sia la questione economica, ovviamente, sia quella affettiva, con i 10 anni trascorsi allo Stade e la fascia da capitano a poter fare la differenza. E ogni decisione sul suo futuro con i club influirà sul futuro con l'Italia. Ma Parisse ha anche guardato oltre, parlando di ciò che immagina per quando la sua carriera finirà. "Voglio restare nel mondo del rugby. Credo di poter dare molto come allenatore" ha detto il capitano azzurro.

Infine, il tema Italia. Un movimento in crisi e per cui Parisse ha la sua ricetta. "Sono molto preoccupato. Penso che l'Italia abbia bisogno di un cambiamento, di avere nuovi leader (in campo, ndr.), che possono anche portare un po' di freschezza. Ma serve gente nuova anche in Federazione, dove ci sono persone agli stessi posti da anni e penso ci sia bisogno di sangue nuovo" chiude Parisse. Un affondo che non passerà inosservato.

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