Affari italiani: Gavazzi, tra Parisse leader e le stupidaggini georgiane

A margine della presentazione del Campionato d'Eccellenza il presidente federale parla dei Mondiali.

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L'appuntamento era la presentazione del Campionato d'Eccellenza nella sede Rai di Milano. Alla fine della conferenza stampa, dove di temi caldi ve ne sono stati pochi - di cui parleremo in seguito - al di là della palese antipatia di Gavazzi per alcuni rappresentati della stampa, il numero 1 Fir ha affrontato il tema Mondiali. Senza sbilanciarsi, ma mettendo alcuni puntini sulle i.

"Arrivare nelle prime 8 squadre del mondo è un obiettivo importante, ma credo sia giusto fare un bilancio solo dopo la fine della nostra competizione. La partita con la Romania è importante e se prima dell'Irlanda c'era una tensione maggiore, ora non dobbiamo rilassarci - esordisce Gavazzi -. In ogni caso, per fare un bilancio generale dell'ultimo periodo, posso dirvi che secondo miei calcoli con un calciatore con percentuali normali avremmo vinto almeno 5 o 6 partite".

Tema Italia Parissecentrica. "Parlare solo di Parisse è sminuire il gruppo. Hanno giocato bene tutti domenica. Ma riguardo al futuro di sicuro la Federazione lo metterà a suo agio, ma è lui che deve avere le motivazioni giuste. Io spero che rimanga, noi faremo il possibile - continua Gavazzi, che poi dà una stoccata ai tallonatori in campo domenica -. In ogni caso, credo che con Ghiraldini in campo il risultato sarebbe stato diverso".

Parlando, invece, del dopo Brunel, Gavazzi smentisce una firma con Conor O'Shea. "Brunel rimarrà fino alla fine del Sei Nazioni, non fino al tour estivo, che faremo con il nuovo allenatore. O’Shea? Ho letto anche io, che magari siete voi giornalisti a prendere cantonate. Lo comunicheremo dopo la fine del Sei Nazioni, i nomi sono 2 o 3 - dice il numero 1 Fir, che poi allontana l'idea di un addio immediato del ct francese -. Se Brunel lasciasse ci metterebbe in difficoltà, dovremmo mettere a guidare la squadra a un assistente, ma non dovrebbe succedere".

Infine, la voce che si ripropone ciclicamente su un possibile ingresso di una nuova realtà nel Sei Nazioni, a scapito dell'Italia. "Sono stupidaggini. Siamo dentro e per cambiare una squadra dev'esserci il voto delle altre cinque socie. Secondo voi vogliono andare a giocare a Tblisi? E, poi, se vogliamo dirla tutta, visti i Mondiali, se cacciano una squadra, perché noi e non l'Inghilterra?".

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