Mondiali 2015: Italia, con l'Irlanda serve esperienza e carattere

Jacques Brunel ha ancora due giorni per scegliere il XV che sfiderà gli irlandesi. Ma non può prescindere da alcuni nomi.

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Serve una scossa, un segnale per evitare quella "sconfitta di almeno 30 punti" di cui ha parlato Jacques Brunel dopo la sfida con il Canada. Con l'Irlanda l'Italrugby deve far vedere qualcosa di ben diverso di ciò che si è visto nei primi due match della Coppa del Mondo e, per farlo, il ct francese dovrà scegliere il XV ideale per garantire qualità ma anche attributi alla squadra.

Per capire che Italia vedremo, ovviamente, bisognerà aspettare le notizie dall'infermeria riguardo Sergio Parisse e Leonardo Ghiraldini. E' fuori discussione che la presenza del capitano e del vicecapitano azzurri sia importantissima e che i due possano fare la differenza in una squadra che è apparsa smarrita senza il suo leader. Certo, nel rugby si gioca in quindici, ma in un'Italia in difficoltà da due anni il carisma e le qualità di Parisse sono decisive, così come va ricordato che i leader sono fondamentali anche nelle squadre più forti, al di là di certe parole più demagogiche che altro.

Augurandoci, quindi, di vedere i due infortunati in campo, vediamo che Italia potrebbe schierare Brunel per mischiare qualità, voglia e fiato contro l'Irlanda. In prima linea noi confermeremmo il terzetto visto all'inizio della sfida con il Canada, con Rizzo e Cittadini assieme a Ghiraldini (se assente, favorito appare Manici) a dare più fiato e dinamicità al pack azzurro. Con Aguero e Castrogiovanni pronti a fare gli impact player nella ripresa. In seconda linea la coppia titolare è quella formata da Geldenhuys e Furno, con noi che preferiamo Bernabò come alternativa in panchina.

In terza linea, invece, rivoluzioneremmo totalmente la squadra. Se ci sarà Parisse a numero 8, al suo fianco serve l'aggressività e la cattiveria di Mauro Bergamasco e Simone Favaro. Essendo loro due numeri 7, schiereremmo Favaro titolare con Zanni, tenendo Mauro in panchina per sfruttare la sua spinta agonistica nella ripresa. Se Sergio non ce la facesse, ahimè Brunel tornerà a schierare Vunisa 8, anche se noi sposteremmo Zanni in quello spot. Niente di nuovo in mediana, con Gori e Allan titolari fissi, mentre dietro restano molti dubbi.

Sinora i trequarti azzurri hanno convinto poco, anche se va detto che l'Italia ha avuto talmente poco possesso che era difficile farsi notare. In ogni caso, con le assenze di Masi e Morisi, le scelte non sono tante. A centri dovrebbe tornare Michele Campagnaro, al cui fianco metteremmo Gonzalo Garcia, con Benvenuti che è apparso un po' spaesato contro il Canada. A estremo, anche se non ha convinto come negli ultimi due anni, confermato Luke McLean, mentre all'ala le opzioni sono ridotte e, dunque, vedremo quasi certamente confermati Sarto e Venditti.

Quel che conta, e che non può mancare, è l'atteggiamento della squadra. La vittoria con il Canada, seppur brutta e ottenuta faticando più del dovuto, si spera abbia sbloccato gli azzurri e che contro l'Irlanda si veda più la squadra ammirata a Cardiff a inizio settembre e meno quella vista contro la Scozia e nelle due prime uscite iridate. I quarti di finale sono un miraggio, ma una prova che risollevi il morale della truppa - e dei tifosi - è comunque fondamentale anche pensando alla Romania e a quel terzo posto, obiettivo minimo che quest'Italia deve raggiungere.

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