Mondiali 2015: Dominguez "Poche aperture? No, manca chi le forma"

Ieri abbiamo incontrato Diego Dominguez a Milano. Ecco le sue parole sui Mondiali e sull'Italia.

diego-dominguez.jpg

Ieri sera a Milano Sky ha presentato il proprio palinsesto per la nuova stagione. Tante le facce note dell'emittente satellitare, da Alessandro Benvenuti alla stella di Violetta Lodovica Comello. E, per presentare la Rugby World Cup che sarà in esclusiva con tutti i match in diretta e in Alta Definizione (copertura totale) su Sky Sport da venerdì, due dei volti ovali del canale: John Kirwan e Diego Dominguez.

Sky (qui trovate tutte le info sulla programmazione tv), inoltre, avrà un canale interattivo, a cui si accede dal tasto verde, che spiega le regole del rugby in modo semplice e intuitivo, e oltre ai commenti tecnici di John Kirwan e Diego Dominguez ci sarà anche la sorpresa Elio in studio che con la sua ironia darà un tocco diverso alle partite.

Rugby 1823 c'era ed ecco cosa ci ha detto l'ex numero 10 azzurro.

Il girone dell'Italia ha Irlanda e Francia. Girone impossibile o solo difficile?
Impossibile no, ma molto difficile. L'Irlanda è la candidata numero 1, la Francia la numero 2, ma anche con gli infortuni di Parisse e Morisi, le partite della vigilia, non è impossibile farcela. Arriviamo da sfavoriti, ma noi latini siamo così, quando non siamo tranquilli e favoriti diamo il meglio.

Quanto conta l'assenza di Sergio con la Francia?
Parisse è importante perché non è solo un campione con qualità individualità uniche, è anche il leader della mischia, il trascinatore. Lo abbiamo visto in queste ultime partite come cambia l'Italia quando lui non c'è. Però ricordiamoci due anni fa, quando lui ebbe un infortunio e non giocò quasi tutto il Sei Nazioni, Ale Zanni fece un torneo stupendo a numero 8. Dovremmo dar fiducia a lui anche ora, è un giocatore serio e un gran lottatore.

Ormai la frase “Eh, non c'è un'apertura dai tempi di Dominguez” è diventata un refrain noioso. Ma perché non abbiamo mai tirato fuori un numero 10 che durasse più di una stagione?
Perché non lo formi. Nessuno ha formato né aperture né mediani di mischia. Sono due ruoli difficilissimi devi educarli. Non mancano i talenti, ma mancano i formatori.

Come mai non abbiamo avuto Dominguez a formarli?
Perché non ho mai parlato con nessuno.

La Federazione ti chiama e ti dice: “Possiamo risolvere un solo problema del rugby italiano”. Quale è il primo da risolvere?
Per mia fortuna ora sto partendo per la Francia (da dicembre allenerà il Tolone, ndr.) e non mi troverò in questa situazione. Ma in Italia non c'è solo un problema, anzi, se ne sono parecchi.

Quindi le voci dalla Francia su un cambiamento di programma a Tolone sono false. Tu andrai?
Certo, a dicembre sarò lì.

Torniamo all'Italia. Un'apertura non entra nei meccanismi di una squadra in poco tempo. Tu come avresti gestito Canna nei tre test premondiali?
Io credo che Brunel ha dato fiducia ad Allan, cui non aveva dato credito troppo a lungo. Doveva vedere se questo ragazzo poteva dargli certezze per la prima partita e ha voluto dargli minuti di gioco. Canna se non si infortunava Haimona oggi non c'era e Brunel non ha 10 partite a disposizione per dargli minuti di gioco. Se entrerà Canna dovrà tirare fuori anche quello che non ha. Io non posso valutarlo perché gioca in un campionato di basso livello, ma da quel che ho visto ha qualità, coraggio.

Chi vince i Mondiali?
Sulla carta la Nuova Zelanda. Ma in Europa ha sempre sofferto. Sulla carta sono i più forti e credo che questo allenatore, Hansen, è molto competente, conosce l'Europa e non farà gli errori dei suoi predecessori. Ma ha tanti giocatori 'vecchi', ma sono i favoriti. Gli outsider, però, sono Inghilterra, Francia, Australia e Irlanda.

  • shares
  • Mail