Mondiali e social: l'Inghilterra tra Facebook, Twitter e Instagram

La RFU ha stilato una lista di regole per i giocatori della nazionale su come usare i social network durante i Mondiali.

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Primo, non postare se sei incazzato. Inizia così, più o meno, il decalogo (in verità una lista di consigli in 24 punti) della Federazione inglese per i suoi giocatori che saranno impegnati nella prossima Rugby World Cup. Una lista di regole di comportamento, ma questa volta non fuori dal campo, ma sui social. Già, perché l'utilizzo di Twitter, Facebook o Instagram va bene, ma ha i suoi rischi.

A rendere pubblico il decalogo social è il Telegraph e, così, scopriamo appunto che l'RFU consiglia ai giocatori di evitare di buttare giù un post a caldo dopo una brutta sconfitta o se sono di cattivo umore. E, visto che i rugbisti sono dei modelli, degli esempi, tweet o post sconvenienti sono da evitare (niente nudi, dunque, o foto mentre si beve, fuma o selfie al volante). Senza dimenticare che un tweet o un post, anche se cancellato, potrebbe comunque finire in rete. E, ovviamente, va bene usare i social, ma ai Mondiali il focus dev'essere sulla prestazione non sulle foto da pubblicare.

Altro consiglio è evitare di stare sui social troppo tardi la sera (i tifosi si potrebbero, effettivamente, chiedere cosa fai sveglio alle 3 di notte il giorno prima di un match) e di non utilizzarli il giorno della partita. Il dialogo con i tifosi è apprezzato, ma l'RFU suggerisce di non rispondere a provocazioni o insulti.

E, ça va sans dire, di evitare loro stessi insulti o parole volgari. Ed evitare, assolutamente, riferimenti inappopriati all'origine etnica, al colore, razza, nazionalità, credo o religione, orientamento sessuale o handicap. Ah già, anche retwittare o condividere testi o immagini offensive o volgari non si può.

Infine, e qui si va oltre alla semplice netiquette, ovviamente ai giocatori della nazionale inglese è severamente vietato usare i social per diffondere in anteprima la formazione, dare informazioni su infortuni, sugli orari di allenamento e, men che meno, usare Twitter o Facebook per criticare lo staff inglese.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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