Curiosità ovali: e se il calcio battesse il rugby in Galles?

Shane Williams, leggendaria ex ala del Galles, parla della crescita della passione per la palla tonda in una delle Patrie del rugby.

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E se il calcio diventasse lo sport nazionale in Galles? Follia pura, a pensarci, in una delle culle del rugby, in quel Paese dove, come dice una famosa battuta ovale, "ognuno è nato su un campo da rugby o vi è stato concepito". Eppure, la possibilità c'è, e a dirlo è una delle leggende della palla ovale gallese. Shane Williams.

Su The Rugby Paper, infatti, l'ex ala dei Dragoni racconta come i tempi siano cambiati, partendo da suo figlio di cinque anni che, nonostante un papà campionissimo, sogna da grande di essere Lionel Messi o Gareth Bale. Ma è possibile che il calcio superi il rugby come importanza in Galles? "Quando era un ragazzino nessuno avrebbe neppure immaginato che il rugby potesse diventare il secondo sport nazionale. Insomma, era come immaginare che Neath e Swansea mettessero da parte una rivalità centenaria per unirsi in un super club. Ops, aspettate..." dice Shane, ricordando che Neath e Swansea si sono uniti diventando gli Ospreys.

Nel 2017 la finalissima della Champions League di calcio si giocherà a Cardiff, al Millennium Stadium, e questa scelta appare non casuale. I tempi sono cambiati, dice Williams, tornando a parlare delle nuovissime generazioni e di come "ai miei tempi i nostri eroi erano Ieuan Evans, Jonathan Davies e Scott Quinnell. Oggi i ragazzini idolatrano Bale, Aaron Ramsey e Ashley Williams". Rugbisti vs Calciatori. Ma come mai?

La risposta per Shane Williams è facile. Secondo lui l'opinione che i tifosi di rugby e calcio siano entità diverse è sbagliata. Soprattutto in una nazione piccola come il Galles, chi ama lo sport ama entrambi gli sport e si appassiona per quello che offre lo spettacolo migliore. E, secondo Williams, a livello di club è meglio andare allo stadio a vedere lo Swansea City nella Premier League di calcio (la Serie A inglese, ndr.) piuttosto che Ospreys, Cardiff Blues o Swansea in Pro 12.

Perché? Perché i soldi, il marketing, la tv porta la gente ad andare allo stadio non solo per vedere la propria squadra, ma per poter vedere dal vivo i Rooney, gli Hazard e i Toure. E con gli hooligans cancellati dagli stadi britannici il calcio è diventato uno sport per famiglie. Con i tifosi avversari a fare festa insieme a quelli dello Swansea City mentre, come dice Shane Williams, "i tifosi di Connacht, Glasgow o Treviso che vengono a Swansea li conti sulle dita di una mano".

Le cose cambiano quando di parla di Champions Cup e di nazionale, ma per Williams il problema esiste. Il rugby gallese (ma il discorso si può allargare altrove, Italia compresa) deve capire che c'è una nuova sfida davanti a sé. Combattere il calcio sul piano dei soldi è impossibile, dice l'ex ala, ma tentare di produrre un prodotto che entusiasmi di nuovo i tifosi è doveroso.

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