Rugby e Cronaca: Karmichael Hunt "Non sono una spia"

Tiene ancora banco in Australia il caso del giocatore dei Reds, fermato l'anno scorso per possesso di droga.

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Prima le accuse di acquisto e possesso di cocaina da parte della polizia, poi quelle di essere una spia da parte della stampa. L'ultimo anno di Karmichael Hunt, il talento dei Queensland Reds che ha concluso la sua prima stagione nel Super Rugby, non è stato facile. E se è vero che chi è causa del suo mal pianga se stesso, ora il giocatore si sente ancor più sotto assedio.

Perché se gestire le accuse di essere un drogato non era facile, gestire quelle di aver "venduto" i propri compagni lo è ancora meno. Sì, perché per evitare guai più seri Hunt ha dovuto dire alla polizia chi fosse con lui quando ha acquistato e consumato la cocaina.

"Ho parlato con ogni ragazzo di cui ho fatto il nome. Loro sanno che persona sono, sanno che ho solo fatto ciò che dovevo. Quando la polizia bussa alla tua porta e ti porta via per un interrogatorio che opzioni hai? La cosa che fa più male è certa stampa che mi dipinge come una spia, come un traditore che ha venduto i suoi amici" ha detto Hunt in una conferenza stampa.

Intanto, però, Hunt ha concluso una prima stagione tra alti e bassi, sia in campo sia fuori - dove lo scandalo cocaina gli è costato diverse settimane di stop - e gli ha compromesso la chance di venir incluso nei convocati per la prossima Coppa del Mondo. Ma, per questo, chi è causa del suo mal...

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