Affari italiani: rugby, quanti sono i veri praticanti?

La Fir parla di quasi 77mila tesserati, ma uno studio del comitato veneto abbatte questi numeri.

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Quanti sono i rugbisti in Italia? Qual è il bacino da cui, virtualmente, si può pescare per tener vivo il mondo seniores ovale e, salendo di livello, l'eccellenza rugbistica, nazionale compresa? La Fir, con il tecnico federale Franco Ascione, parla di 76.773 giocatori tesserati al 30 maggio 2015. Ma quanti, di questi tesserati, giocano davvero?

Raffaello Salvan per conto del Comitato regionale veneto (Crv) ha fatto uno studio sui numeri del rugby italiano seniores e juniores e i dati stridono con quelli federali. Quella di Salvan è stata una ricerca empirica, cioè basata sui referti arbitrali e sui giocatori messi - appunto - a referto. La base di partenza è stata il Veneto, ma il dirigente rodigino ha ampliato i dati, fornendo un'approssimazione sul reale stato di salute del rugby italiano.

Come scrive il Gazzettino, infatti, nella categoria under 14 il numero di giocatori a referto è di 5.940 giocatori su circa 330 squadre, mentre il dato Fir dei tesserati dice 11.698: quindi ci sono 5.758 rugbisti in meno, il 50%. Nell'under 16 in 228 squadre 4.560 a referto rispetto ai 8.254 dichiarati (-3.694 giocatori, -44%). Nell'under 18 il gap è di -20%, mentre a livello seniores i giocatori a referto sarebbero 9.600 rispetto ai 18.624 dichiarati (-9.024 giocatori, -48%).

Secondo lo studio di Salvan, dunque, in Italia ci sono a referto 24.302 atleti rispetto ai 43.867 tesserati Fir (-19.565 giocatori, -45%). Se, ma qui i dati sono ipotetici, si aggiunge un -30% sul minirugby si arriva a meno di 53mila praticanti reali rispetto ai quasi 77mila tesserati. Numeri che raccontano una storia differente, dunque, con il rugby italiano che dal 2000 a oggi non è esploso come ci si sarebbe aspettato e come viene detto.

Foto - Elena Barbini

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