Namibia: Vermeulen "Dimissioni? Mi hanno dato del razzista"

L'ormai ex tecnico degli africani spiega in un'intervista i motivi del suo addio a tre mesi dai Mondiali.

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Lasciare la panchina di una nazionale a meno di 100 giorni dalla Coppa del Mondo non è cosa da tutti. Lo ha fatto Danie Vermeulen, che pochi giorni fa ha dato le dimissioni da head coach della Namibia. Un fulmine a ciel sereno, per molti, ma che in verità è una decisione che arriva da lontano.

"Molte persone non hanno capito come mai abbiamo giocato così male contro Kenya e Zimbabwe (nel torneo di qualificazione mondiale, ndr.). Ma non sanno che la NRU mi ha ordinato di limitarmi a due allenamenti la settimana, perché i giocatori secondo loro dovevano giocare con i club" ha dichiarato Vermeulen al giornale Die Republikein.

"Il risultato, ovviamente, è che i giocatori non erano pronti fisicamente e non hanno potuto mantenere lo stesso ritmo per quattro match di qualificazione ai Mondiali di fila. Il fatto che ci siamo qualificati per i Mondiali è un miracolo e un atto di Dio" ha continuato il coach, che poi passa al tour di novembre, dove la Namibia ha perso contro il Canada e il Portogallo, rischiando pure con la Germania.

"Dopo la qualificazione, la NRU ha nuovamente deciso che i giocatori pensassero ai club, invece che di prepararsi per il tour europeo di novembre. Inutile dire che non abbiamo vinto neanche un match in quel tour (la Germania giocò in Namibia, ndr.)" accusa Vermeulen che, poi, passa all'altra nota dolente. Le accuse di razzismo nei suoi confronti.

"Dopo il tour di novembre sono stato informato che i giocatori di colore della squadra si erano lamentati ufficialmente, accusandomi di razzismo. E' stato shoccante. Ho chiesto di vedere queste lamentale scritte, ma fino a oggi non ho visto nulla" conclude Vermeulen. Sbattendo, una seconda volta, la porta.

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