Affari italiani: Gavazzi, la tassa celtica e i premi partita

Sulle pagine del Mattino di Padova il presidente Fir fa il punto della questione Pro 12 e mostra i muscoli con gli azzurri.

lombardia vs gavazzi

"Per una cosa così potrei anche arrivare a dimettermi prima". Parole dure, dirette, quelle di Alfredo Gavazzi. A cosa si riferisce? Ai famosi premi partita per gli azzurri ai prossimi Mondiali. Come si legge sul Mattino, infatti, il numero 1 Fir e il rappresentante degli azzurri, Matteo Barbini, si dovrebbero incontrare dopo la finale scudetto del 30 maggio. Ma le posizioni sono molto distanti.

Gettone di presenza per i convocati la richiesta degli azzurri (con, ipotesi, una parte in premi per i quattro match della fase a gironi), premio unico di 50mila euro se si arriva ai quarti la volontà di Gavazzi. Che è durissimo. "Va cambiata la mentalità. Non l'ho inventato io che si premiano i risultati. È la vita così. E per me è un'etica di lavoro. Da sempre. Per una cosa così potrei anche arrivare a dimettermi prima" dice il numero 1 Fir. Si troverà un accordo? Difficile con posizioni così distanti, ma un compromesso è possibile.

Questione Pro 12. Come scrivevamo ieri, il board della Celtic League ha chiesto alla Fir di saldare entro fine mese il debito di 1 milione di sterline, altrimenti si può ipotizzare un addio delle italiane dalla Pro 12. Anche qui, Gavazzi mette i paletti. "Ora si sono rifatti sotto ma il 28 aprile ho avuto una riunione con i Ceo delle tre Union e ho presentato una mia proposta di mediazione. Credo buona. A giorni avremo una risposta. Ma escludo al 100% qualsiasi tipo di espulsione, visto che siamo soci alla pari e ci sono contratti in corso" dice Gavazzi. Che mostra ottimismo, ma è evidente che di fronte a risultati sportivi mediocri, figli di una pessima programmazione negli ultimi anni, i celtici vogliono almeno i soldi.




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