Doping: Epo, da assumere in piccole dosi

Un test in Francia ha dimostrato come si può eludere i test e anche il passaporto biologico. E, intanto, nel ciclismo, Pantani...

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I controlli antidoping sono efficaci? Ne dubitiamo da tempo, sia per la volontà politica di molte federazioni (nazionali e internazionali) di nascondere sotto il tappeto l'utilizzo di sostanze illegali, sia per l'inefficacia dei controlli, con i dopati sempre un passo avanti rispetto ai controllori (quando li stessi non sono pure i controllati, vero Coni?).

Ebbene, dalla Francia un test su otto sportivi professionisti getta nuove ombre sui controlli antidoping e sul passaporto biologico. Come si legge sul Corriere della Sera, infatti, a un gruppo di otto atleti (che hanno accettato di non partecipare a competizioni per due mesi per partecipare al test) sono state somministrate dosi minime di Epo. Minime sì, ma efficaci. I risultati sono stati evidenti, con gli atleti che hanno nettamente migliorato le loro prestazioni in meno di un mese, raggiungendo (virtualmente) risultati da podio mondiale mentre, prima, vivacchiavano nelle retrovie.

Ma il dato più sconcertante è che i controlli sul passaporto biologico hanno dimostrato che questo non è stato minimamente intaccato dall'utilizzo di dosi ridotte di Epo. Insomma, gli atleti erano dopati, le prestazioni erano migliorate, ma a un controllo antidoping sarebbero passati indenni. Alla faccia dell'efficacia dei controlli Wada!

Insomma, come dice il Corriere: "Il passaporto biologico? Un colabrodo". E una sperimentazione che potrebbe far esplodere una bomba. Come quella che ci si aspetta nelle prossime ore dalla procura di Forlì (ecco, la notizia uscita 4 giorni dopo, il 9 maggio) e che riguarda, ancora, il caso Pantani. Le voci parlano di una vera e propria bomba che rischia di travolgere il governo del ciclismo. Un'altra storia, un altro sport, ma se le voci verranno confermate sarà una nuovo chiodo sulla bara di quel bluff chiamato antidoping.


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