Sei Nazioni 2015: Italrugby, c'è poco da salvare

Sei Nazioni 2015 - Scelte sbagliate, errori e l'incapacità di avere in mano il pallino del gioco. L'Italia è bocciata alla prima.

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Delusione, ma anche rabbia. L'esordio azzurro nell'RBS 6 Nazioni 2015 è stato ben diverso da quello che Sergio Parisse aveva disegnato nel Captain's Run, dove aveva promesso un'Italia aggressiva, che avrebbe giocato al 110%. E all'Irlanda è bastato giocare a quel famoso 70%, o anche meno, per avere facilmente la meglio del XV di Jacques Brunel.

Come si vede dai titoli della stampa italiana, c'è ben poco da salvare dal sabato all'Olimpico. A partire, va detto dalle scelte di Jacques Brunel. La mischia ha sofferto, troppo, contro un pack irlandese non impressionante e la rinuncia a Cittadini e Rizzo è apparsa ancora più assurda. Martin Castrogiovanni e Matias Aguero hanno faticato in mischia chiusa, ma se Castro si è notato difensivamente ed è stato un minimo propositivo, il pilone delle Zebre è da classificare non pervenuto. Perché lasciare De Marchi in panchina? Perché non portare i due giocatori che stanno giocando tanto e bene in Inghilterra?

Anche Kelly Haimona ha deluso. Brunel ha detto che non vuole parlare dei singoli e che la partita si è persa con un possesso di solo il 30% ed è vero. Ma proprio per questo quando hai poche volte la palla in mano non puoi sprecarla. E l'apertura maori è apparsa lenta per questi livelli, poco sicuro e non brillante a muovere l'ovale quella manciata di volte che l'Italia lo ha avuto. Certo, l'Irlanda aveva alzato il piede dall'acceleratore nel finale, ma gli azzurri con Allan 10 e Haimona centro sono apparsi più brillanti.

Tra i bocciati, spiace dirlo, anche Andrea Masi. Il trequarti aquilano ha sbagliato tantissimo a estremo, mettendo più di una volta in difficoltà i suoi. Anche qui la colpa principale è del ct francese che insiste su di lui a 15, invece di mettere Luke McLean (tra i pochi ad apparire brillante ieri) e spostare Masi a centro. Magari con Campagnaro all'ala, per non rinunciare alle gambe del giovane centro, ma per avere con Morisi una coppia più solida e propositiva palla in mano.

Lo hanno ammesso subito tutti i protagonisti, da Brunel a Parisse, passando per gli altri azzurri. Senza possesso non vai da nessuna parte e una partita dove il migliore in campo è stato Josh Furno, ma solo perché ha placcato come un ossesso, è una partita da dimenticare. Soprattutto se lo stesso Furno va anche nella colonna dei bocciati, visto che è uno dei perni della touche azzurra, che è stata più che negativa e ha negato all'Italia troppi possessi.

Insomma, la prima all'Olimpico va dimenticata in fretta se si vuole pensare di vincere qualcosa in questo Torneo. Lo ha detto Parisse "così non ne vinciamo neanche una" e Jacques Brunel deve trovare in fretta le soluzioni per presentarsi a Twickenham con un'Italia che non difenda e basta. Una difesa eroica, certo, ma anche qui non è tutto oro ciò che luccica. Gli azzurri poche volte hanno aggredito gli avversari, permettendo gli irlandesi di guadagnare sempre la linea del vantaggio, aspettando il portatore di palla invece di sfidarlo. Una linea Maginot timida e inefficace che, al giallo di Ghiraldini, è crollata.


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