Affari italiani: i futuri Dogi, tra indiscrezioni e provocazioni

Mentre si aspetta l'incontro di giovedì tra i club veneti per parlare della possibilità di una franchigia comune in Celtic League, sulla stampa escono nomi e cognomi che fanno drizzare i capelli in testa a molti.

dogi_indiscrezioni.jpg Si sono incontrati a Roma, prima della sfida tra l'Italia e la Scozia, Alfredo Gavazzi e Amerino Zatta. Due chiacchiere veloci, per annusarsi, ma nessuna decisione concreta. Tutto rimandato a dopo giovedì, quando i club veneti si siederanno attorno a un tavolo per capire se l'ipotesi Dogi è reale.

Tanti i dubbi attorno alla nascita di una franchigia veneta che prenda il posto della Benetton Treviso in Pro 12. A partire dal peso che avrà la federazione (Gavazzi parla di un 70% federale, Treviso vorrebbe un 70% autonomo, ndr.), arrivando alla reale copertura economica del budget (quale la quota Fir? Quanto ci metteranno i cinque club? Ci sono sponsor? E le istituzioni locali?), passando per il peso della Benetton all'interno della franchigia veneta.


Giovedì i cinque presidenti di Treviso, Padova, Rovigo, Mogliano e San Donà si siederanno attorno a un tavolo, insieme al presidente del comitato veneto Marzio Innocenti, per capire cosa vogliono realmente fare. Terrà il patto elettorale, che per la prima volta ha visto il Veneto ovale muoversi quasi totalmente assieme, o i campanilismi e i personalismi avranno di nuovo la meglio? Da qui si capirà come il Veneto si proporrà davanti ad Alfredo Gavazzi, questa volta non per annusarsi, ma per mettere tutte le carte in tavola.


Ma, come detto nel titolo, parlavamo di indiscrezioni e provocazioni. O, sarebbe meglio dire, di indiscrezioni che se confermate sarebbero una vera e propria provocazione. Di cosa parliamo? Da giorni sulla stampa locale veneta si fanno i primi nomi dei possibili dirigenti dei nuovi Dogi, se sarà la Fir a comandare. E questi nomi sono quelli di Carlo Checchinato (team manager) e Tullio Rosolen (presidente). Con Umberto Casellato possibile head coach. E se quest'ultimo sarebbe una scelta più che accettabile, i nomi di Checchinato e - soprattutto - di Rosolen sarebbero uno schiaffo in faccia a Marzio Innocenti, a Treviso e a gran parte della componente veneta. Oltre a essere una scelta, di merito, che lascia molto, ma molto perplessi anche al di fuori del Veneto. Ma, per fortuna, è un'indiscrezione. Che si spera venga smentita dai fatti, altrimenti il progetto Dogi nascerebbe già morto.


Credit image by Getty Images


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