Australia: via libera agli anni sabbatici (e ricchi)

Crolla un 'tabù' in Australia, dove la Federazione aveva sempre negato pause (con ricchi contratti all'estero, ndr.) ai suoi campioni.

australia anno sabbatico

Nella vicina Nuova Zelanda è ormai un classico, ma in Australia - invece - fino a ora era un tabù. Concedere un periodo sabbatico, di presunto riposo (in realtà quasi sempre lautamente pagato nei campionati giapponese o francese, ndr.), ai migliori giocatori nazionali, per ritrovarli in forma e riposati nei momenti clou. Come, per esempio, Richie McCaw o Dan Carter in vista dei Mondiali 2015.

Proprio la RWC 2015 rischia di segnare il momento della grande fuga dall'Australia, con i più forti Wallabies pronti a fine Mondiale a monetizzare il proprio successo andando a giocare in Francia e Inghilterra. Un esodo che significa indebolire la nazionale australiana, visto che - causa distanza e calendari opposti - l'ARU non permette di convocare chi gioca all'estero. Per trattenere i migliori giocatori, dunque, la Federazione australiana aprirebbe a garantire un anno sabbatico ai suoi giocatori più forti, concedendo loro la possibilità di firmare un ricco contratto con un club francese o inglese, per poi tornare dopo un anno in Patria.

"Comprendiamo le esigenze del mercato globale anche per i giocatori di rugby e dobbiamo, di conseguenza, avere un approccio flessibile con i giocatori e i loro contratti. Dobbiamo adattare la nostra politica alle esigenze e agli interessi del rugby in Australia. Un modello contrattuale più flessibile permetterà ai giocatori di vivere un'esperienza all'estero e all'Australia di avere un legame a lungo termine con i suoi giocatori".

Queste le parole del CEO dell'Aru Bill Pulver, che ha evidenziato come questi accordi flessibili verranno fatti valutando caso per caso, e che - comunque - non cambia la politica che vuole i giocatori impegnati in campionati stranieri non convocati con la nazionale.


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