Inghilterra: i club in guerra per colpa dei Mondiali

Tra i club di Premiership e la RFU è scontro aperto. Questione di soldi, ovviaamente, è i club 'minacciano di giocare'.

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"Se non ci date i soldi giochiamo". Sembra una minaccia assurda quella portata avanti dai club inglesi alla propria federazione, ma non c'è nessun errore. I club della Premiership, infatti, minacciano di far iniziare la stagione 2015/2016 a settembre, cioè in piena Rugby World Cup.

Ma perché questa minaccia? Questione di soldi, as usual. I club, infatti, accusano la RFU di non averli consultati quando hanno candidato l'Inghilterra come sede mondiale, obbligando il campionato a ritardare la propria partenza a fine ottobre/inizio novembre. Due mesi buchi che, secondo i club, costeranno 1.2 milioni di sterline a ognuno dei top club inglesi.

Da qui la richiesta di un 'rimborso' di 14 milioni di sterline, cui la Federazione ha risposto con una proposta di 6 milioni, con l'obbligo - però - dei club a liberare i loro giocatori per dei test match aggiuntivi. Un'offerta rifiutata dalle società di Premiership che, dunque, minacciano di iniziare il torneo in piena Coppa del Mondo.

"L'accordo che blocca il campionato nasce da una trattativa tra RFU e IRB cui noi non abbiamo partecipato. Hanno deciso e noi, di conseguenza, dovremmo chiudere baracca e burattini - ha dichiarato Simon Cohen, chief executive dei Leicester Tigers -. Giocare, presumibilmente, significa infrangere le regole IRB, ma dubito che in questa situazione siano applicabili".


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