Guinness Pro 12: diritti tv, nulla si muove in Italia

A meno di un mese dal fischio d'inizio non si hanno ancora notizie ufficiali riguardo ai diritti tv in Italia della Celtic League.

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Venerdì 5 settembre, alle 20.45 italiane, la Benetton Treviso esordirà a Swansea contro gli Ospreys. Due giorni dopo, a Parma, sarà la volta delle Zebre iniziare la stagione della Guinness Pro 12 contro i Cardiff Blues. Meno di un mese, dunque, al fischio d'inizio del torneo celtico, ma all'orizzonte (ancora una volta) c'è il buio totale riguardo a chi trasmetterà le partite in Italia.

Dopo Dahlia, Sportitalia e Mediaset a chi toccherà a questo giro? Dalla Fir tutto ancora tace, anche se sottovoce si sussurra di una conferma di Mediaset anche per la nuova stagione. Ma Mediaset ha investito forte sul calcio (Champions League e Serie A) e fonti interne parlano di uno stop agli altri sport (cancellata la NFL che faceva infinitamente più ascolti del rugby, ndr.). Quindi? DMAX sta puntando sulla nazionale (imminente l'annuncio dei test match di novembre), Sky sta allentando la presa sull'ovale, mentre le alternative che restano sono a dir poco problematiche.

Sportitalia ha trasmesso il test match con il Giappone, ma è probabile che sia stata una 'una tantum'. L'emittente, rinata dalle ceneri, non naviga propriamente nell'oro e ha investito sul basket, acquistando i diritti dei Mondiali che andranno in scena a fine mese. Scommettere sulla Guinness Pro 12, mettendoci soldi, è difficile che avvenga. Ma altrettanto improbabile è che la Rai voglia investire sulla palla ovale (manterrà, però, l'Eccellenza). Due opzioni quindi difficilmente percorribili, sempre che la Fir non decida di coprire interamente i costi (ma, va detto, nonostante il ricco budget il governo del rugby italiano annaspa - economicamente parlando -, ma questo è un altro discorso...).

Insomma, siamo al 13 agosto, ora tutti coloro che prendono decisioni si stanno godendo il ferragosto e alla casella emittente tv il sito della Guinness Pro 12 ha un bel "TBA" (to be announced) scritto. Dicono che la colpa è del calcio che monopolizza la cultura sportiva. Dicono che la colpa è della Pro 12 che non tira. Dicono che la colpa è del rugby che non funziona in Italia. Ma, forse, non funziona perché chi deve vendere il prodotto non lo sa vendere e, soprattutto, esclusa la vetrina azzurra, non è mai stato in grado di produrre un prodotto vendibile.


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