Affari italiani: Gavazzi tra Brunel, talenti pacifici, tanto fumo e poco arrosto

Sul prossimo numero de La Meta verrà pubblicata una lunga intervista al numero 1 Fir. Ecco alcuni estratti.

jacques brunel

Il 7 agosto arriverà in edicola il nuovo numero de La Meta e all'interno potremo trovare una lunga intervista ad Alfredo Gavazzi, numero 1 della Fir. Ma Insiderugby anticipa alcuni dei temi più caldi che il presidente federale ha affrontato, dalla conferma di Brunel alle polemiche sui giovani talenti figiani e samoani d'importazione.

"Brunel ha un contratto fino al giugno 2016 e continuerà sicuramente fino ad allora. Quando ero al Calvisano non ho mai esautorato un allenatore".

Questa la prima, netta, dichiarazione di Gavazzi, che dunque conferma il tecnico francese nonostante l'annata da dimenticare appena passata. Insomma, alla Rugby World Cup l'Italia ci andrà senza sorprese e solo dopo il 6 Nazioni 2016 si deciderà cosa fare.

"È più fumo che arrosto. È una cosa che fanno tutte le altre federazioni, a parte Argentina e Sudafrica. Vedremo se ci sarà la possibilità di portare in Italia qualcuno. [...] Di certo non impostiamo la nostra politica su questo, ma sui giovani italiani".

Questa, invece, la risposta di Alfredo Gavazzi dopo le polemiche (nate sempre da una sua intervista, ndr.) per i viaggi di Ascione e Checchinato (mica pizza e fichi!) alle Fiji e Samoa alla ricerca di giovani isolani equiparabili da portare in Italia. Insomma, un mezzo passo indietro, o semplicemente un po' di acqua per spegnere il fuoco.


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