Rugby & Storia: Poulton Palmer, il campione placcato solo da un cecchino

Il 2 agosto 1914 la Gran Bretagna entrò nella Prima Guerra Mondiale e pagò, anche rugbisticamente, un caro prezzo.

poulton palmer

Sono passati 100 anni da quando l'Europa s'incendiò e iniziò quella che divenne la Prima Guerra Mondiale. Il 28 giugno 1914 a Sarajevo venne assassinato l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este e questo fu il pretesto (e non la causa, ndr.) per la dichiarazione di guerra dell'impero austro-ungarico al Regno di Serbia. Un conflitto che, in poche settimane, si allargò. Il 2 agosto 1914 fu la Gran Bretagna a entrare in guerra e, in quel momento, si segnò il destino di Poulton Palmer.

Ronald William Poulton, più conosciuto come Poulton Palmer, era un rugbista – anzi – ai tempi probabilmente era il rugbista più famoso d'Inghilterra. Palmer aveva indossato le maglie storiche dell'Oxford University RFC, degli Harlequins e del Liverpool, e con la maglia dark blue entrò nella leggenda nel 1909, quando mise a segno ben 5 mete nel Varsity Match, la sfida annuale tra le università di Oxford e di Cambridge.

Nella stagione che aveva preceduto la Grande Guerra, invece, era stato il capitano dell'Inghilterra, aveva conquistato il Grande Slam (anche se ai tempi non si chiamava così, ma la stagione finì per gli inglesi senza sconfitte, ndr.) e, proprio nell'ultimo match giocato, marcò quattro mete contro la Francia. Poi, però, scoppiò la guerra e il rugby finì.

Poulton Palmer venne arruolato nel 1st/4th territorial battalion del Royal Berkshire Regiment e andò al fronte. Più precisamente vicino a Ploegsteert, in Belgio. E lì il suo destino si compì. Secondo molti autori britannici Palmer era una leggenda in Patria – ai tempi in cui non c'erano i mass media – e proprio per questo i tedeschi decisero di prenderlo di mira. Uccidere il campione avrebbe avuto una ripercussione fortissima sulle truppe britanniche e, secondo i comandanti tedeschi, la sua sola morte sarebbe stata più grave di decine di perdite per gli avversari.

Così, il 5 maggio 1915, a soli 25 anni, colui che non era stato fermato dagli avversari del Cambridge e che aveva messo in ginocchio i francesi venne placcato per sempre. Il proiettile di un cecchino, infatti, lo colpì mentre era in ricognizione e per Palmer non ci fu nulla da fare. La leggenda vuole che, mentre stava spirando, le sue ultime parole furono “Mi sa che non giocherò mai più a Twickenham”. Più probabilmente, e meno romanticamente, invece il campione inglese morì sul colpo, lasciando un vuoto tremendo nel rugby inglese. E non solo lui.

Della sfida tra Inghilterra e Francia, infatti, dal fronte non tornarono ben 9 giocatori, mentre furono ben 120 i rugbisti con caps internazionali che morirono nei cinque anni di guerra che distrusse l'Europa.


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