Women's Rugby World Cup: spear tackle e eye-gouging, alla faccia delle femminucce

La prima giornata dei Mondiali femminili è stata caratterizzata anche da due interventi bruttissimi.

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Il rugby è uno sport per maschi? No, lo diciamo da tempo. E ai mondiali femminili che si stanno disputando in Francia le rugbiste lo hanno confermato, anche nella versione peggiore della palla ovale. Sono due, infatti, le atlete che hanno già chiuso la loro avventura iridata, causa squalifica.

Negli highlights che ho pubblicato giorni fa vi avevo già mostrato il tremento spear tackle effettuato da Soteria Pulumu, giocatrice delle Samoa, nella sfida contro l'Inghilterra (lo potete rivedere qui). Per la samoana cinque settimane di squalifica (nove con sconto, ndr.) e World Cup che finisce qui.

Peggio è andata, invece, per la sudafricana Mandisa Williams. Sedici settimane, infatti, di stop per colei che era anche il capitano delle Springboks nel match inaugurale contro l'Australia. Erano 18, ma anche in questo caso c'è stato uno sconto. La colpa della Williams? Un eye-gouging, cioè il tentativo di colpire un'avversaria nella zona degli occhi, cui si è aggiunto un pugno a un'avversaria.


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