Rugby & Tv: arriva "Sport Crime", la fiction noir

Luca Tramontin e Daniela Scalia sono gli autori (e attori) della prima crime fiction all'interno del mondo dello sport. Ne parlano a Rugby 1823, dove si affronta anche il tema Sei Nazioni su DMAX...

Sport_Crime.jpg Se sbarcherà in Italia è ancora un mistero, e non potrebbe essere altrimenti visto che parliamo di una fiction gialla. "Sport Crime" nasce dalla penna dei colleghi tv Luca Tramontin e Daniela Scalia e promette scintille. Per scoprirne di più ho sentito Luca che, con il suo classico tono scanzonato, ha accettato di rispondere al mio interrogatorio. E sul rugby su DMAX...

Ciao Luca, se ne sente parlare ormai da mesi, ma finalmente sembra che siamo arrivati al dunque. Sta per arrivare "Sport Crime", creato da te e da Daniela Scalia. Ma di cosa si tratta?
Una fiction, classica da lunedi o giovedi sera. L'agenzia Seam indaga su chiamata, ovviamente si tratta di casi legati allo sport. Indagando su possibili negatività si scoprono le bellezze e le curiosità delle varie discipline.


Fiction che, però, ha legami con la realtà, giusto? Una scelta "pericolosa", visto che nello sport non si ama quando si mettono in mostra i lati oscuri.
Ci sono agganci di cronaca, hai ragione, qualche caso, ben mascherato e taroccato, viene da cose viste o provate. C'è una supervisione legale molto attenta, bisogna stare attenti a non offrire riferimenti o offese altrimenti i nostri guadagni finiscono in tribunale invece che ai disabili dell'Orules, ma con un buono staff di avvocati basta cambiare due nomi e voilà. Nessuno ci dirà mai "voi denigrate il mio sport", anzi: quando si indaga sul cartellino di un giocatore si finisce per evidenziare il gioco stesso, il campetto, l'allenatore delle giovanili, con immagini di qualità cinematografica che danno i brividi anche a noi che le abbiamo girate. Per ogni possibile frode o crimine ci sono migliaia di persone brave, spesso le stesse che chiamano l'agenzia.
Gli sport e le squadre che hanno idee e stimoli positivi ci chiamano già adesso: l'accoglienza al "Battaglini" di Rovigo è un esempio perfetto. Ci hanno acceso i riflettori del campo per ore e ore, aperto gli spogliatoi e Andrea De Rossi ha fatto sdraiare giocatori, ripetere touche, di tutto. A lui va benissimo che il suo sport e la sua squadra finiscano in una fiction straniera, infatti gli ho detto: "Quasi quasi ti accoltello e mi porto avanti col lavoro", lui ha risposto: "Ok, procedi". E un esempio di humor, passione e competenza.
Ovviamente se c'è una crime serie c'è la possibilità di un episodio negativo, ma la volontà di indagine e correzione è sempre e comunque in proiezione positiva. In sintesi, si trema, ma si ride, si impara e poi magari la passione resta.
E i rovigot Footbal Gaelico? Ci hanno aspettato in clubhouse fino a notte fonda e hanno obbligato Fausto della Casetta Rossoblù a turni di cucina da Stakanov. Lo fanno per passione e amicizia diretta, io e Dani quando possiamo ci alleniamo da loro, ma sono anche molto intelligenti, sanno che un bel caso sul GAA farà conoscere il loro sport a delle grandi masse che lo ignorano, a dei possibili sponsor e via diffondendo.
In Irlanda hanno già scritto di noi e di Sport Crime molto più che in Italia, la chiamano "diffusione gratuita", e a Rovigo (ma guarda che sorpresa) ragionano nello stesso modo. Tu e Raffaello Franco siete stati i primi italiani interessati.


Tu e Daniela autori, ma dietro c'è un cast hollywoodiano. Chi sono i protagonisti di "Sport Crime"? E voi due reciterete?
Il cast in effetti è bello tonico per i canoni italiani, ma all'estero è considerato addirittura magro. Io scavalcherò solo qualche cancello e romperò qualche vetro di notte (inutile noleggiare brutti ceffi se ne hai già uno in casa, a chilometro zero), Daniela invece avrà un ruolo centrale, nella tournée con Serena Dandini è emersa la sua attitudine, così c'è stato un cambio in corsa, da un ruolo "medio" è passata a protagonista, con grosso risparmio di energie e costi. Vuoi la solita sincerità? Non ci avrei scommesso un dinaro, ma poi sono stato contento di ascoltare il regista. Max Mazza ha tanti anni di Rai, di programmi di ogni tipo, e sta aiutando la creazione di uno staff di base, gli altri saranno aiutanti. Cerchiamo di portarci dietro più italiani possibile, ma senza forzature patriottiche, al "Battaglini" abbiamo collaudato due operatori di Ferrara, bravissimi, ce li teniamo. Non abbiamo necessità di nomi famosi, ma nemmeno prevenzioni per qualcuno che ci hanno segnalato. Il fatto di essere "doppiati alla fonte" facilita molto. Tu parli nella tua lingua, vieni doppiato subito in inglese e stop. Potremo anche parlare in dialetto o in Hindi. Avremo Lisa Fischer degli Stones e sicuramente molti atleti.  


Quali sport saranno protagonisti delle prime puntate e, soprattutto, c'è un qualche assassino nascosto in un campo da rugby?
Se restiamo alle 6 puntate per la prima stagione dovremmo avere Rugby, Basket, Pugilato (si indaga su un presunto passato pugilistico di Papa Woytila), Football Gaelico, Cricket e Hockey Ghiaccio.


Fantastico! E ora la domanda più importante: su che emittente, che giorno e a che ora vedremo "Sport Crime" e quante puntate sono previste?
In Italia posso solo intuire che qualcuno comprerà, pagherà e tradurrà Sport Crime in italiano.  


A proposito di attese televisive, a febbraio il Sei Nazioni esordirà su DMAX e tutto è ancora avvolto abbastanza dal mistero. Ma voci parlano proprio di voi due come possibili protagonisti del rugby sull'emittente. Potete dire qualcosa in più?
Volentieri. Ci hanno chiamati poco più di un mese fa, abbiamo avuto un incontro molto interessante, sul piano dei contenuti e anche dal lato umano. Ci hanno chiesto una lista di nomi, ospiti, inviati e soprattutto una serie di documentari per allargare la base facendo conoscere non solo il rugby e gli azzurri, ma anche le diverse avversarie dell'Italia, sia come squadre sia come nazioni. Ci hanno riconosciuto una vocazione documentaristica che grazie agli spettatori è ancora ben rappresentata in rete. É stato buffo informarli che il rimbrotto simpatico e ricorrente che ci fanno è: "Siete un po' troppo Discovery Channel". Ci piacerebbe moltissimo tornare a "indagare" gli aspetti tecnici, i segreti dello spogliatoio e le dinamiche di gruppo mescolandoli con le tradizioni, lo smantellamento dei luoghi comuni, i viaggi ovali, insomma tornare sulla linea di Total Rugby e Si Rugby, ma con i mezzi di Discovery. Per questo ovviamente siamo disposti a congelare Sport Crime per i mesi del Sei Nazioni, il prodotto é nostro e possiamo permetterci di imporre le date. Al momento però sono spariti, come il Ministero della Salute con il rimborso per la mia mano...sembra quasi una puntata di Sport Crime.


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