Test Match 2014: Italrugby a Tokyo per evitare l'harakiri

Gli azzurri sono arrivati ieri in Giappone, dove sabato concluderanno il tour estivo contro i padroni di casa.

italrugby a tokyo

Dopo quasi due giorni di trasferimento pressoché ininterrotto da Apia alla capitale nipponica Geldenhuys e compagni hanno partecipato ieri appena arrivati a Tokyo a una nuova riunione tecnica in vista del match di sabato (ore 14 locali, 7 del mattino in Italia) e da oggi hanno ripreso a lavorare attivamente con una seduta mattutina indoor dedicata alla riattivazione dalle fatiche del viaggio e una prima presa di contatto con il campo nel pomeriggio.

Domani sarà il giorno principale di avvicinamento alla gara contro il XV del Sol Levante, con una doppia seduta sul campo, e con ogni probabilità il momento delle scelte per il ct Brunel che giovedì mattina – nel corso della giornata di riposo – ufficializzerà la formazione da opporre ai giapponesi, rientrati oggi a loro volta in patria dalla vittoriosa trasferta negli Stati Uniti.

L'Italia arriva a questo appuntamento dopo le due brutte prestazioni contro Fiji e Samoa, dopo otto sconfitte consecutive e con una situazione insostenibile e con mille dubbi, come abbiamo già scritto l'altro ieri. A Tokyo ci sarà anche Alfredo Gavazzi, mentre continuano le voci, tra conferme ufficiose e smentite, su un possibile avvicendamento sulla panchina azzurra. Una situazione difficile per una nazionale che si è persa negli ultimi 12 mesi, figlia - come continuo a ripetere - di un movimento allo sbando, dal basso livello alla Celtic League.

Mancano 80 minuti alla fine della stagione azzurra, mancano 80 minuti per tentare, se non di raddrizzare una stagione ormai storta, ma quantomeno di non chiudere con un fallimento totale, con una sconfitta che avrebbe ripercussioni a lungo termine. Poi toccherà ad altri, fuori dal campo, capire se il movimento vuole continuare su una strada pericolosa o se, invece, avrà il coraggio di andare oltre i propri piccoli interessi e le rendite di comodo. Ma quello è poi. Ora, invece, tocca ai quindici ragazzi in campo evitare un harakiri a Tokyo e rialzare la testa.

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