Francia in crisi: Saint-André punta il dito contro i troppi stranieri

Troppi campioni occupano ruoli chiave nei club del Top 14, indebolendo la nazionale. Parola del ct dei Bleus.

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La Francia soffre, da un paio d'anni non convince e, soprattutto, non vince. Non è bastato cambiare tecnico, cacciando Lievremont e inserendo Saint-André, per cambiare il trend e la netta sconfitta con l'Australia sabato scorso ha scoperchiato il vaso di Pandora.

Soprattutto perché con i Wallabies la partita non si è persa solo sulla trequarti - dove comunque gli australiani hanno dominato in maniera imbarazzante -, ma anche in mischia, dove storicamente i Bleus erano più forti dei Wallabies. A Brisbane, invece, il pack transalpino non ha limitato i danni, tutt'altro. E Philippe Saint-André ha trovato i colpevoli.

"Non abbiamo molti piloni tra cui scegliere, perché in Francia sono tutti stranieri e dobbiamo lanciarli allo sbaraglio. Se non proviamo i piloni a 15 mesi dai Mondiali non li proveremo mai".

Insomma, ancora una volta lo scontro tra la nazionale e i club del Top 14 si fa acceso. I club fanno i loro interessi - sportivi, economici e mediatici - e acquistano i giocatori più forti in giro per il mondo. Ma facendo ciò limitano lo spazio ai giocatori francesi che, così, non crescono e finiscono per venir gettati nella mischia - letteralmente - senza la giusta esperienza.

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