Twitter ovale: Gavazzi, l'Europa e quella posizione impossibile

Nel dibattito sul futuro del rugby europeo è intervenuto anche il presidente della Federazione Italiana. Con un aut aut irricevibile.

gavazzi_illusione_europa.jpg "Difenderemo i nostri due posti in Heineken Cup"


Alfredo Gavazzi, Presidente Fir

Dopo i comunicati stampa l'Italia entra nel dibattito sul futuro del rugby europeo con una lunga intervista di EspnScrum.com ad Alfredo Gavazzi. La versione integrale, in inglese, la potete trovare qui, mentre noi parleremo di una frase del presidente Fir.


"Difenderemo i nostri due posti in Heineken Cup" ha dichiarato il numero 1 del rugby italiano. Una posizione legittima, certo, ma che appare fuori dal tempo e dal mondo. In un momento di scontro frontale, se si vuol evitare la rottura definitiva, si deve dialogare e cercare un compromesso. E, piaccia o no, la posizione italiana è quella più debole.


Storicamente, economicamente e sportivamente. Pretendere di mantenere Benetton Treviso e Zebre nella massima manifestazione europea (il che implica anche quattro club d'Eccellenza in Europa) è una posizione folle, irricevibile da Francia e Inghilterra... e probabilmente anche dagli altri celtici.


Se non si vuole mandare tutto a carte quarant'otto c'è una sola via: il dialogo e il compromesso. Quale? Semplice, riduzione a 20 squadre della Coppa Europa (6 inglesi, 6 francesi, 6 celtiche e le vincitrici di HC e CC) con un criterio d'accesso rivisto per le celtiche. E, qui, c'è il compromesso di cui la Fir dovrebbe farsi portavoce, invece di puntare allo scontro. Per la Pro 12 accesso alla prima Coppa europea per le quattro semifinaliste, più due wild card. Da assegnare alle nazioni che non hanno portato team in semifinale o, se tutte le nazioni sono rappresentate, per merito scendendo la classifica. Cioè la quinta e sesta, come vorrebbero gli inglesi e i francesi.


Una soluzione che garantirebbe la presenza di tutte e sei le nazioni del Sei Nazioni in Heineken Cup, ma che obbligherebbe le celtiche a conquistarsi il posto in Europa. Se no, è rottura.


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