Pasticci italiani: caso Vilk, verba volant, ma scripta manent

La Federazione sottolinea come il giocatore di Calvisano sia un consulente dell'Italseven, ma mesi fa lo definiva responsabile.

vilk_cf.jpg Hanno conquistato il pass per la tappa di Hong Kong delle Irb Sevens World Series ed è questo che conta. L'Italseven torna, almeno per una volta, a confrontarsi con i migliori del mondo, ma quello che è successo tra Calvisano e Bucarest continua a far parlare.

Tutto è nato con la polemica scatenata da Filippo Frati, coach del Rovigo, che aveva fatto notare come un suo giocatore (Bortolussi) fosse stato convocato dalla nazionale seven, mentre l'allenatore degli azzurri (Vilk) era regolarmente in campo con Calvisano.


Una polemica che la Fir ha cercato subito di spegnere, sottolineando più volte che "Il sig. Vilk non ha a oggi alcun contratto in essere con la Fir. Il sig. Vilk è un giocatore di Calvisano e ha fornito la propria disponibilità a svolgere nel periodo estivo, con il benestare del proprio club, una consulenza tecnica sulla base della sua precedente esperienza internazionale" come recita stamani la Gazzetta dello Sport.


Tutto risolto? Non proprio, perché se uno va a recuperare il comunicato federale dello scorso giugno, dopo il Consiglio federale, legge nero su bianco che, parlando degli staff tecnici federali, "Nazionale 7s maschile: Andy Vilk (responsabile), Fabio Gaetaniello (assistente)". Insomma, non si parla di consulenze, ma chiaramente è definito responsabile. Cioè, come per le altre nazionali azzurro, head coach.


Magari la comunicazione è stata sbagliata mesi fa, ma visto anche la situazione attuale (il presidente federale di Calvisano, Vilk che gioca a Calvisano), forse sarebbe meglio evitare zone d'ombra come queste. No?


credit image by Getty Images


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