Crisi Europa: celtiche obbligate a cedere per evitare l'esodo

Rob Kearney, estremo dell'Irlanda, evidenzia come l'assenza di un palcoscenico europeo porterebbe molti campioni a dire addio alla Pro 12.

crisi_europa_kearney.jpg Tra i tanti punti da tenere in considerazione riguardo alla questione delle coppe europee, non può venir dimenticato quello riguardante il futuro della Pro 12 in caso di spaccatura e della nascita di una coppa anglo-francese che coinvolgerebbe i più ricchi club d'Europa.

E non parliamo solo delle perdite economiche che i club irlandesi, gallesi, scozzesi e italiani avrebbero in caso di scomparsi di una Coppa Europa che coinvolga tutte le nazioni, ma anche e soprattutto dell'impoverimento sportivo. Soprattutto per le province irlandesi.


A evidenziarlo è Rob Kearney, estremo del Leinster campione d'Europa per tre volte negli ultimi cinque anni. "Credo che i giocatori in Irlanda sarebbero ancor più attratti dai contratti con i club inglesi e francesi se dovesse scomparire la Heineken Cup o, comunque, una coppa che coinvolga anche l'Irlanda - ha espresso il neopresidente dell'associazione giocatori irlandese -. Credo sarebbe devastante per noi, Galles e Scozia, ma soprattutto per l'Irlanda che al momento ha le province più forti".


Insomma, l'esodo che ha sconvolto soprattutto il Galles, ma che non ha risparmiato neanche le altre nazioni celtiche (Italia compresa), potrebbe diventare un vero e proprio alluvione di addii se i club di Irlanda, Scozia, Galles e Italia non potessero offrire ai grandi campioni un palcoscenico adeguato.


Photo credits by Getty Images


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