Pro 12: Treviso, questione fischietti ma niente alibi

Dopo la sconfitta contro gli Ospreys si fanno le pulci a Paterson, ma mischia, mediana e trequarti non hanno funzionato.

pro12_treviso_arbitri_9_9_13.jpg Un j'accuse pesante nei confronti del signor Paterson (oggettivamente uno dei peggiori fischietti in circolazione, ndr.), ma anche una forte autocritica per una squadra che non ha girato come doveva. E dove i limiti spaventano già in prospettiva futura.

La Benetton Treviso riguarda alla sfida di sabato sera e si rende conto che oltre al bonus difensivo c'è poco di cui essere soddisfatti. A partire dalla mischia chiusa, sofferente per 80 minuti, e che non può venir liquidata con le nuove regole. E' un problema antico e che va affrontato. Gli Ospreys hanno dominato le fasi statiche e senza palloni buoni non si va molto lontano.


Poi, come viene sottolineato sulle pagine della Tribuna di Treviso, anche la mediana ha lasciato a desiderare. Il confronto Semenzato/Tebaldi è stato impietoso, quello Di Bernardo/Biggar pure peggio. Trequarti poco utilizzati e confusi, tutti alla ricerca dell'ovale dimenticando il sostegno e spesso ostacolandosi a vicenda. Insomma, il lavoro per Franco Smith è tanto, ma bisogna capire se saprà sistemare una squadra che comunque conosce e ha plasmato da anni.


Capitolo arbitro. I dubbi sull'operato di Paterson sono tanti, non solo riguardo a quelle mischie infinite nel finale, ma anche per i due pesi e due misure utilizzati troppo spesso. Va detto che lo scozzese non è stato aiutato da dei guardalinee che si sono persi placcaggi in aria e altre scorrettezze, ma il dito di Treviso è puntato contro Paterson. "Pensate che sabato ne avevamo parlato con Gavazzi ancora prima della partita - le parole di Amerino Zatta alla Tribuna -, figurarsi a partita in corso e nel finale... non è la prima volta che ci succede, continuiamo a pagare dazi inaccettabili, c'è la sensazione di due pesi e due misure, e dunque di due dignità [...] E' chiaro che il rugby italiano deve conquistare credibilità anche fuori dal campo, a noi spetta l'onere di adeguarci comunque, e di vincere anche in contesti meno favorevoli". Parole dure, ma poi, come detto, il j'accuse si trasforma in autocritica "Ma sia chiaro: non deve passare l'idea che l'abbiamo persa per l'arbitro o solo per l'arbitro". Infatti.


RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: