Pro 12: inizia la stagione. Sarà Irish League?

Parte questo weekend la Celtic League di rugby. Favorite d'obbligo le squadre irlandesi. Ecco il borsino dei dodici club, comprese Benetton Treviso e Zebre.

pro12_2014_pronostici.jpg Parte questo weekend la stagione 2013/14 della RaboDirect Pro 12, la ex Celtic League, con al via ancora due formazioni italiane, la Benetton Treviso e le Zebre. Con l'Italia che vedrà i match in esclusiva su Mediaset Italia 2, i pronostici sembrano parlare quasi solo irlandese. Sarà così?

Con le franchigie gallesi alle prese con il continuo esodo dei propri campioni, le due formazioni scozzesi che puntano sui vivai e, dunque, sono ogni anno una scommessa difficile da interpretare e con le italiane cui sembra mancare profondità (Treviso) ed esperienza (Zebre), l'ipotesi di un lunghissimo derby irlandese per il titolo appare probabile.


Favoriti d'obbligo i nordirlandesi dell'Ulster, primi nella stagione regolare e sconfitti in finale l'anno scorso. Nick Williams e compagni hanno l'esperienza giusta, l'amalgama necessario e un coach come Mark Anscombe per puntare in alto. Hanno fallito il 25 maggio scorso, non vogliono rifarlo ora. Con loro non si possono dimenticare i campioni in carica, i dubliners del Leinster. Che hanno perso Jonathan Sexton, ma confermano per un anno il leader naturale Brian O'Driscoll e troveranno Zane Kirchner a giocarsi il posto con Rob Kearney, cioè due degli estremi più forti al mondo. E la chicca Lote Tuqiri potrebbe regalare sorprese.


Alle loro spalle c'è anche il Munster che deve rialzare la testa dopo la mediocre stagione appena finita. Sesto, con solo 11 vittorie all'attivo, il XV di Limerick ha perso quest'anno Doug Howlett e Ronan O'Gara, ma in generale ha una rosa per puntare ai playoff. Dove vogliono arrivare anche quest'anno gli scozzesi di Glasgow, vera alternativa all'Irlanda per i posti che contano. E' una formazione poco modificata rispetto all'anno scorso e l'esperienza degli ultimi anni può aiutarli a fare il salto di qualità definitivo.


Restano come outsider di lusso, ma pur sempre outsider, i big team gallesi. Cardiff Blues, Ospreys e Scarlets hanno sicuramente i giocatori per fare la differenza, con tantissimi British & Irish Lions - nonché bicampioni del Sei Nazioni - nelle loro fila. Da Halfpenny al ritrovato Priestland, da Warburton a Tipuric, solo per elencarne qualcuno, i nomi ci sono. Sapranno essere all'altezza di quelle che appaiono le quattro regine celtiche dell'anno?


Fuori dai giochi, salvo miracoli, sono anche quest'anno il Connacht, l'Edimburgo e i Newport Dragons, tutti troppo deboli e senza profondità per puntare a insidiare le posizioni che valgono i playoff. Curioso vedere cosa farà il Connacht, che quest'anno appare un team meno sperimentale e più orientato al risultato rispetto al passato, ma è una curiosità e poco più.


E le italiane? Le Zebre sono chiamate a togliere lo zero dalla casella risultati utili, hanno fatto un paio di acquisti interessanti e hanno ripreso due o tre nomi che con gli Aironi avevano più che ben figurato. Il duo Cavinato/Casellato promette scintille, vedremo se i bianconeri si dimostreranno più squadra rispetto a un anno fa e se sapranno cogliere le occasioni che si presenteranno.


Diverso il discorso Benetton, con Treviso che ha tagliato i cosiddetti "rami secchi", non si è praticamente mossa sul mercato in entrata e che, come più volte detto e fatto intendere dal dg Munari, quest'anno lo vivrà in una doppia veste. Da un lato di transizione, aspettando di capire se l'avventura celtica continuerà prima di investire somme importanti, dall'altro di conferma, con un gruppo ormai coeso e che si conosce a memoria e che, dopo tre anni di apprendistato, deve giocoforza fare il salto di qualità. Un anno fa finì settima con 10 vittorie e 10 sconfitte (più due pareggi), quest'anno diciamo che l'obiettivo minimo è chiudere la stagione con la bilancia in attivo tra vittorie e sconfitte. L'obiettivo massimo, invece, sono i playoff, ma per raggiungerli non sono ammessi passi falsi.


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