Rugby & Tv: il flop della palla ovale sulla tv italiana

Sei Nazioni e Pro 12 senza copertura televisiva e l'ipotesi che i club paghino per far vedere l'Eccellenza mostrano come il rugby sia un prodotto poco vendibile in Italia.

rugby_diritti_tv_5_8_13.jpg Sei Nazioni e Pro 12 ancora in alto mare, Eccellenza oscurata e l'ipotesi che i club paghino per andare in tv. Il tanto decantato boom del rugby in Italia si scontra contro la realtà dei fatti, che vede la palla ovale poco attraente per le televisioni.

Prezzo dei diritti tv eccessivo, costi di produzione elevati, audience che non soddisfa gli investitori e programmazione alla giornata stanno trascinando il rugby italiano nell'oblio televisivo. Mentre si continua con il gioco delle tre carte per i diritti del più importante torneo continentale di rugby, mentre a un mese dal fischio d'inizio la Celtic League è ancora lontana dalla tv italiana, arrivano addirittura voci di una "tassa" per i club d'Eccellenza per coprire il massimo torneo italiano.


Secondo quanto riportato dal Gazzettino, infatti, la Fir avrebbe chiesto 10-15mila euro a ognuno degli 11 club d'Eccellenza per coprire parte dei costi di produzione del massimo campionato italiano. Costi che la Rai non vuole coprire nel caso prenda in considerazione di continuare a trasmettere il massimo campionato italiano.


Al momento è un'ipotesi, ma con i giorni che passano e con la situazione televisiva che resta confusa diventa sempre più credibile. Insomma, mentre ci si fa belli con i dati degli abbonamenti per il prossimo Sei Nazioni (come fosse l'unica cartina tornasole dello stato di salute del rugby italico), dall'altra si annaspa disperatamente per trovare qualcuno che voglia investire sul rugby in tv. Ancora convinti che la palla ovale in Italia sia un prodotto che si vende facilmente, quando la realtà racconta qualcosa di ben diverso.


Forse è giunto il momento che qualcuno guardi in faccia la realtà e smetta con i voli pindarici. Altrove si sono trovate soluzioni per ovviare alla poca visibilità televisiva (vedi SuperTennis, ndr.), o si è messo mani al portafogli (soprattutto se ricco). Ma, prima di tutto, si è tentato di alzare il livello qualitativo. Perché senza qualità (di gioco, ma anche di capacità dirigenziale, di marketing e comunicazione) il blackout tv è garantito.


credit image by Getty Images


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