Video divertenti: Tonga, quando la violenza è di casa (altro che razzismo)

Il tecnico di Tonga ha accusato gli arbitri di razzismo, dopo i due cartellini gialli e uno rosso presi dai suoi giocatori contro il Canada. Ma le immagini mostrano tutta un'altra storia.

tonga_video_violenza_razzismo.jpg Razzismo, o follia? Il tecnico di Tonga Man Otai è sicuro che sia il primo. La gente normale, probabilmente, il secondo. Di cosa parliamo? Dei tre cartellini (due gialli e un rosso diretto) ricevuti dai tongani nella sfida della Pacific Nations Cup contro il Canada.

"Ho rivisto le due azioni (dei cartellini gialli, ndr.), e non capisco cosa ci sia da fischiare - ha dichiarato Man Otai, che poi va giù duro -. Mi sembra che se un nero placca più duro di un altro (bianco, ndr.), allora non va bene". Insomma, gli arbitri avrebbero esagerato per razzismo e non perché i due falli fossero stati commessi a palla lontana e fossero due placcaggi alti e pericolosi.


Il cartellino rosso, invece, nasce da un battibecco conclusosi con un pugno in faccia da parte di Eddie Aholelei. Qui sotto il video dei due placcaggi alti e quello del pugno. Personalmente, a leggere la polemica di Otai e a vedere le immagini, mi viene da parafrasare una vecchia battutaccia: "Non sono io che sono razzista, sei tu che sei violento".




Photo credits by Getty Images


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