Affari italiani: questione trasparenza, venga subito fatta sui praticanti

Uno dei misteri della palla ovale italiana riguarda tesserati e praticanti.

numeri_tesserati.jpg Quanti sono i tesserati in Italia? E quanti, di questi, sono i praticanti, cioè i giocatori di rugby? Una domanda cui da anni non sappiamo dare una risposta, con numeri e cifre che cambiano come in un balletto. A evidenziarlo, sul Gazzettino, Antonio Liviero.

Più passa il tempo e più ci si rende conto che in Italia quella del numero di praticanti è diventata una questione inutile. C'è una ricetta semplice, diciamo all'italiana, per aumentarli senza fatica: indire le elezioni federali. Perché in prossimità del voto è assodato che i praticanti lievitano a dismisura. Qualche spiritaccio li chiama "psm": praticanti statisticamente modificati. In realtà quanti siano veramente nessuno lo sa.


Erano 30mila nel 2000, anno d'ingresso nel Sei Nazioni. Poi il Coni ha reso noto che nel 2009 i tesserati sono saliti a 59.624. Ma l'8 marzo 2010 in un'intervista al settimanale francese Midi Olympique, il presidente della Fir Giancarlo Dondi aveva già parlato di quasi 75mila giocatori. Infine, durante la campagna elettorale ecco il record: 94mila. Peccato che Raffaello Salvan, campione d'Italia con il Rovigo negli anni Settanta, poi allenatore e dirigente, analizzando ed elaborando i dati contenuti nel bilancio dell'attività 2010-11 redatto dalla Fir, è arrivato a calcolarne 30mila. [...]


Dalla federazione italiana più ricca dopo il calcio ci si aspetterebbero dati completi e trasparenti, regione per regione, e disaggregati per province, società e categorie. Riferiti una buona volta ai praticanti effettivi, specie nelle fasce sensibili (giovanili e seniores) e non genericamente ai tesserati, voce che contempla old, Serie C, alunni del progetto scuola che magari giocano solo due volte l'anno, e persino titolari di più tessere (conosco uno che ne ha avute 4 contemporaneamente). [...]


In assenza di dati certi e trasparenti chiunque è autorizzato ad azzardare la cifra che vuole. Centomila o anche nessuno, nella speranza di essere così finalmente smentito cifre alla mano. In ogni caso le persone di buon senso non hanno certo bisogno di statistiche per capire che la nostra base è stretta e va allargata. Basta guardare come se la passa il praticante medio. [...] Se la base fosse tanto larga, come si giustificherebbero risultati così scadenti? Il rischio sarebbe una patente di incompetenza.


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