Affari italiani: Zatta, Gavazzi, gli zoccoli duri con l'ammorbidente

Lombardia e Veneto non appaiono così compatte nell'appoggio ai loro candidati di riferimento.

zatta-gavazzi.jpg Quando sono scesi in campo hanno subito monopolizzato l'attenzione mediatica, portando in dote bacini elettorali che appaiono mettere in netta minoranza il terzo candidato, Gianni Amore. Eppure, Veneto e Lombardia non appaiono così unite.

I primi segnali arrivano dal Veneto e dalle pagine dei giornali locali. Soprattutto nel Polesine, infatti, i club che gravitano intorno a Rovigo non appaiono così uniti nell'appoggio ad Amerino Zatta. Sono diverse le società, dalla Junior Rugby Rovigo alla Lotario Monti, passando dalla Fulvia Tour Villadose Junior che nicchiano, sottolineando come il legame con la Fir e il comitato del Triveneto sia molto stretto e - dunque - al momento sarebbero più inclini ad appoggiare il candidato federale, Gavazzi, piuttosto che l'uomo della Marca, Amerino Zatta.


Passando in Lombardia, invece, dopo il coming out di Silvano Melegari e di Viadana, sono diversi i club che non sembrano allineati alle posizioni di Gavazzi. Nulla di ufficiale, anzi, ma i dirigenti che ho sentito nelle ultime ore tra il milanese, la Brianza e l'hinterland affermano di guardare con interesse al progetto che giunge da Treviso. In particolare, dopo anni di gestione mediocre del comitato lombardo, la conferma della candidatura di Bresciani - uomo vicino a Gavazzi - non è andata giù a diverse società. 


Insomma, le doti elettorali dalle quali gli analisti hanno iniziato a fare i conti in tasca ai candidati potrebbero venir riviste. Quel che bisogna capire, ora, è se a perdere consensi in casa sarà maggiormente Amerino Zatta o Alfredo Gavazzi. Il polso veneto - vivendo lontano - non posso averlo, ma in Lombardia la spaccatura si sente. E forte.


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