Affari italiani: Amerino Zatta risponde alle domande sul futuro ovale

Il candidato veneto alla presidenza del movimento rugbistico italiano illustra a Rugby 1823 parte del suo programma per i prossimi quattro anni.

amerino_zatta_risposte_rugby1823.jpg Ha annunciato poche ore fa la sua candidatura alla guida dell'Italrugby per il prossimo quadriennio olimpico. E ora inizia a chiarire quale sia la filosofia che lo guiderà nel caso venisse eletto. Amerino Zatta ha voluto subito rispondere, infatti, alle domande che ieri Rugby 1823 ha posto ai candidati Fir. Ecco le risposte del candidato veneto.

1. Dal 2004 a oggi il bilancio federale non è mai stato pubblicato. Non si conosce il reale "tesorino" federale né come viene speso. Se eletto, pubblicherà il bilancio?
Se verrò eletto i bilanci preventivi e consuntivi dovranno essere pubblici e pubblicati sul sito Fir in uno spazio ben evidente e facilmente raggiungibile. Inoltre, ogni punto del bilancio per quel che riguarda le uscite va rivisto ogni anno in base ai risultati effettivamente raggiunti.


2. L'Italia paga con le nazioni più forti un gap soprattutto a livello juniores. Da un lato l'abolizione dell'under 18, dall'altro i dubbi sulle Accademie e, infine, un disinteresse palese nei confronti delle categorie più giovani, dal minirugby all'under 14. Come pensate vada sviluppato un circolo virtuoso che permetta ai club di far crescere qualitativamente i propri settori giovanili? Cosa pensate dell'affermazione che "servono tecnici ed educatori di qualità fin dal minirugby per insegnare gli skills fin da piccoli"?
Il discorso juniores è lungo e complesso e ci sarà molto da lavorare. Per riassumere il programma che porterò all'attenzione dei club, va sottolineata la necessità di formare educatori e tecnici che conoscano le specificità di ogni età di gioco. Va creato un percorso formativo itinerante che vada in tutti i club per alzare il livello didattico. Inoltre, per ogni fascia di età, dall'under 8 a crescere, vi saranno degli standard minimi di capacità che i ragazzi dovranno raggiungere, per esempio la capacità di passare l'ovale sia a destra sia a sinistra fin dagli otto anni e così via. Insomma, fin da bambini chi gioca a rugby deve imparare gli skills e chi li educa e allena deve essere di livello.


3. Con l'ingresso italiano in Celtic League, oggi Pro12, il rapporto tra Fir e club celtici non è mai stato ottimale. E oggi ci sono anche conflitti d'interesse palesi. Cosa farà come presidente federale nei confronti delle Zebre e - per il candidato Benetton - come affronterà il futuro possibile conflitto d'interesse tra il suo ruolo pubblico e quello privato?
Come ho scritto fin da subito, nel momento in cui venissi eletto presidente rimetterei ogni carica all'interno della società di Treviso. Inoltre, come detto, la società rimette la propria partecipazione alla Rabodirect Pro 12 nelle mani del movimento. E, sottolineo, non è una scusa dei Benetton per uscire dal rugby italiano, tutt'altro, è proprio la volontà di contribuire al rugby italiano senza che vi siano dubbi di sorta sui conflitti d'interesse.


4. Nel 2016 il rugby a sette diventa disciplina olimpica. Negli ultimi anni la programmazione federale nel seven ha dato pochissimi frutti e diversi dirigenti federali hanno evidenziato il disinteresse nei confronti della versione "ridotta" della palla ovale. Nel suo programma è previsto un impegno economico e umano per sviluppare il rugby seven, o lo reputa uno spreco?
Il rugby seven è diventato fondamentale con l'ingresso olimpico. Dal 2016 avrà una crescita esponenziale della visibilità che non possiamo permetterci di mancare. Inoltre, il rugby a sette è un volano imprescindibile per entrare nella periferia ovale del Paese, dove una versione ridotta del rugby a XV diventa di più facile gestione ed è il grimaldello per far attecchire il rugby dove oggi non ha fortune.


5. L'Eccellenza verrà portata a 12 squadre con l'ingresso di Viadana. Il presidente uscente ha auspicato che il massimo campionato italiano resti a 12 squadre, ipotizzando addirittura un Super 14. Per lei ci sono le risorse economiche e umane necessarie per questo progetto? Lo appoggia, o vuole modificare l'attuale campionato?
La riforma del campionato d'Eccellenza, così come la partecipazione nella RaboDirect Pro 12 sarà un tema centrale che, però, dovrà venir affrontata coinvolgendo direttamente tutti i club d'Eccellenza e le due franchigie celtiche. Una scelta comune è l'unica strada percorribile, quale essa sia.


6. Che peso crede debba avere il marketing, l'organizzazione eventi e la comunicazione all'interno del mondo della palla ovale? Crede che quello che è stato fatto in questi anni sia positivo da questo punto di vista, o si può e deve fare di più?
Saranno centrali nel mio programma. Soprattutto per quello che riguarda il marketing - e di conseguenza la comunicazione - serve una professionalizzazione del management che si occupa di sponsorizzazioni, diritti tv, merchandising e ticketing. Da queste voci vi possono essere, nel giro di due anni, introiti per dieci milioni di euro.


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