Affari italiani: a Parma si lavora per i Crociati celtici

Nella città ducale si lavora per creare una società unica con i soci del Gran, della Rugby Parma, di Noceto e di Colorno.

crociati_franchigia_federale.jpg La notizia era apparsa tra le righe in un articolo della Gazzetta di Parma di ieri, dove Massimo Giovanelli - direttore sportivo dei Crociati - ipotizzava una joint venture tra le quattro realtà locali per rilanciare il club ducale. Le conferme e le precisazioni avute durante la giornata mostrano un quadro nuovo e interessante anche in ottica Pro 12.

Il progetto Parma, infatti, nascerebbe - ovviamente - con il placet di Giancarlo Dondi e vedrebbe, di fatto, impegnate le quattro vecchie socie degli Aironi. Gran Parma, Rugby Parma, Noceto e Colorno, che secondo il progetto cui starebbe lavorando Giovanelli dovrebbero partecipare in parti equali in questa nuova realtà.


A confermarlo è proprio Giovanelli che raggiunto telefonicamente dice "c'è la volontà di lavorare assieme con le cinque realtà locali (anche lo Stendahl, ndr.) per creare una progettualità comune. Che non significa cancellare i club o la tradizione, ma creare una piramide qualitativa dove ognuno dà quelle conoscenze che possiede per far crescere questa semifranchigia locale". Cinque soci economici, viste anche le difficoltà dei Crociati quest'anno? "Ci sono stati problemi economici nella passata gestione e ora stiamo lavorando per creare un club che abbia obiettivi in linea con le disponibilità economiche certe, ma non chiediamo soldi, piuttosto la volontà di lavorare assieme. Servono sinergie e i Crociati devono diventare una specie di "nazionale" cui i ragazzi delle squadre coinvolte aspirano per la loro crescita. Un trampolino tra le serie minori e la lega celtica".


Queste le parole del Giova, cui si aggiungono però le voci che "spiegano" questa scelta e il perché dell'appoggio di Dondi. I nuovi Crociati diverrebbero - per territorialità - il bacino d'elezione per la franchigia federale, una specie di seconda squadra, quel "trampolino" di cui parla Giovanelli e che lo stesso direttore sportivo ribadisce "La franchigia federale nell'area parmense è sicuramente un'occasione da sfruttare. Non dev'essere vista come un'ingerenza sul territorio, ma un'opportunità di crescita per tutti"


Inoltre, dopo la vittoria del Movimento 5 Stelle a Parma, una "franchigia" parmigiana, magari con velleità di classifica, potrebbe essere il cavallo di Troia per convincere la nuova giunta a proseguire con i lavori della cittadella del rugby. Un passaggio fondamentale sia per la questione Accademia sia per l'ipotesi, per nulla remota, di portare un giorno la franchigia federale proprio a Parma.


Insomma, grandi lavori in corso a Parma. Con il primo ostacolo, annoso, che resta: convincere le quattro rivali storiche a unirsi - realmente - in un unico soggetto sportivo. Ce la faranno?


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