Affari italiani: Flaminio, da stadio del rugby a casa della Lazio

Lo stadio che per un decennio ha ospitato l'Italia ovale potrebbe diventare la casa della squadra di Serie A di calcio.

stadio_flaminio_lazio_calcio.jpg E' una notizia che non ha nulla a che fare con il rugby, ma che ha tantissimo a che fare con il rugby. Lo Stadio Flaminio, quella che per oltre un decennio è stato la casa della palla ovale italiana, potrebbe diventare lo stadio della Lazio calcio.

La Lazio, infatti, è in rotta di collisione con il Coni e il rinnovo del contratto riguardante lo Stadio Olimpico è in alto mare. Il presidente Lotito non vuole cedere, Petrucci neppure e la situazione di stallo rischia di portare il club di Serie A al 30 giugno - data d'iscrizione al massimo campionato italiano di calcio - senza uno stadio.


L'alternativa, però, c'è. E si chiama Flaminio. Quello stadio che da anni è al centro di polemiche. Quello stadio che doveva diventare lo stadio del rugby italiano, ma i cui lavori di ampliamento e di rimessa a nuovo sono sempre stati rinviati. Mille i motivi per i quali in questi anni non si è mai intervenuti seriamente, motivi che, però, ora potrebbero passare in secondo piano.


"Se Lotito ce lo chiede, siamo disponibili a concedergli il Flaminio - ha dichiarato l'assessore Cochi alla Gazzetta dello Sport -. Attraverso lavori di ampliamento si può ottenere la piena agibilità della struttura che può raggiungere i 40 mila posti. Spero però che si apra un confronto costruttivo tra Coni e Lazio".


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