Serie A: San Donà, il sogno di tornare al top

Sandro Trevisan, presidente del San Donà, guarda con ottimismo e passione ai playoff promozione.

san_dona_intervista_presidente_sandro_trevisan.jpg Iniziano domenica i playoff promozione della Serie A. In campo nomi che hanno fatto la storia del rugby italiano, dalla Capitolina a Piacenza, dalle Fiamme Oro al San Donà, che torna a lottare per l'elite ovale dopo aver scritto pagine bellissime negli anni '80 e '90.

Una stagione in crescendo che, domenica dopo domenica, ha messo i veneti nella posizione di giocarsi in tre partite il passaggio alla massima serie nazionale. Una stagione entusiasmante, come ci racconta anche Sandro Trevisan, presidente del San Donà.
Tornate a un passo dall'eccellenza dopo essere stati protagonisti negli anni '80 e '90, con anche quattro semifinali scudetto raggiunte. Come vi sentite?
"Siamo sicuramente molto contenti ed emozionati di essere ai playoff. Stiamo lavorando pensando alle semifinali, consci, però, di avere le qualità per arrivare alla finale dopo una stagione in crescendo continuo e chiusa con 14 vittorie consecutive".


Qual è stato il segreto del successo?
"Il 70% dei giocatori arriva dal vivaio sandonatese, tanti ragazzi del '92 hanno esordito in prima squadra e il gran lavoro dei nostri due tecnici ha fatto il resto"


Puntare sui giovani significa progetti a lunga scadenza. Non avete mai avuto, negli scorsi anni, la tentazione di costruire una squadra già pronta per arrivare a questo punto?
"Il percorso, in verità, è nato nel lontano 1989, quando la società venne divisa in due. Da una parte il settore juniores, dall'altro la prima squadra e l'under 20. L'idea era quella di lavorare sui giovanissimi per arrivare a un percorso completo e abbiamo fin da subito capito che era il percorso vincente. Un percorso lungo 20 anni, come si è visto, ma perfetto per la nostra filosofia e anche per discorsi economici".


Con l'arrivo della Celtic League i campionati italiani hanno perso in qualità e in appeal mediatico. Come vivete, voi, l'attuale situazione del movimento, vista dal fortunato osservatorio di un club storico, che ha conosciuto i momenti più alti del rugby di club italiano?
"Io ho avuto la fortuna di giocare nel San Donà a cavallo tra gli anni '80 e '90, quando avevamo 1.500-2.000 spettatori a ogni partita. Oggi è tutto cambiato, ma siamo noi i primi a dover cambiare come società. Quest'anno abbiamo creato minieventi paralleli alle partite e questo, unito all'entusiasmo per le vittorie, ha portato oltre 1.000 spettatori tutte le domeniche a seguirci. Ora speriamo che il sogno continui. Noi siamo pronti"


Serie A - Play-off promozione - andata
UR Capitolina v Fiamme Oro Roma 
Rugby Lyons Piacenza v M-Three San Donà 

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