Rugby & Metropoli: Milano, solo l'Union fa la forza

In una stagione nera per la città lombarda, solo una squadra ha saputo brillare.

union_promossa_serie_B.jpg Si è, ormai, praticamente chiusa la stagione ovale. Ancora pochi match, poche sentenze da scrivere, ma il più è fatto. Un anno rugbistico che per una città è stato una via crucis senza fine. O quasi.

Milano e il rugby negli ultimi nove mesi hanno avuto un rapporto d'odio e amore, fatto soprattutto di tradimenti e sconfitte. A ottobre, dopo i tanti proclami, è morta la più storica delle società italiane, l'Amatori Milano. Cancellata da anni di gestione ignobile, uccisa prima da un presidente indegno e poi da parvenu arrivati con proclami di salvezza e nulla più. L'Amatori Milano è morta e i Navarra sono scomparsi. Sarebbe bello sapere dove.


Prima delle sentenze sul campo sono arrivate quelle politiche. Gli All Blacks che devono rinunciare a San Siro per l'incapacità del Comune di Milano, l'ignavia del rugby milanese e il peso economico e politico del Dio calcio. E, insieme al caos Aironi, è diventato evidente come Milano non possa sperare di portare l'alto livello in città. Mancano le infrastrutture, mancano gli amministratori pubblici, manca il coraggio.


Tornando al rugby giocato, la stagione che si sta concludendo ha visto i due club meneghini di Serie A soffrire per un anno intero. La Grande Milano e l'Asr Milano hanno chiuso entrambe penultime il proprio girone, staccatissime dal resto del gruppo. La Grande si giocherà agli spareggi la permanenza in Serie A, girone 2, mentre l'Asr Milano torna in Serie B dopo una stagione.


In tutto questo, l'unica nota positiva per la Milano ovale arriva dal club più giovane, dalla squadra più ignorata e bistrattata della città. La Rugby Union 96 (foto Imagefactory.it), che già dal nome mostra l'età. Appena 16 anni di vita, un club neppure maggiorenne, che nacque con solo il minirugby ed è cresciuto, anno dopo anno. Pochi soldi - pardon zero soldi - ma tanta passione. La Union ha una squadra seniores solo da una manciata di anni, ha partecipato con onore alla Serie C, l'anno scorso si è persa un po' - finendo tra le grinfie dell'Amatori -, ma quest'anno è tornata. E ha vinto il campionato venendo promossa in Serie B. Senza proclami, senza ergersi a unici portatori del verbo ovale in città - come tanti, troppi, hanno fatto per anni nelle altre tre sponde del rugby meneghino.


Un applauso, dunque, agli amici della Union per la loro promozione. Nomen omen, come si suol dire. Perché da anni il grande, grandissimo limite del rugby meneghino è proprio l'unione. Mai cercata e mai trovata da chi coltiva il suo orticello che non dà frutti, fatto di tante parole, ma nessuna reale volontà di andare oltre. E poi, però, tutti a lamentarsi che il rugby che conta non passa dalla Madonnina. E dando, ovviamente, la colpa agli altri due cugini in questione. Solo l'unione può fare la forza, ma per quest'anno ci accontentiamo dell'Union.

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