Affari italiani: i giovani accademici cedono alla Fir (forse)

I ragazzi d'interesse nazionale hanno dato - molti, ma non tutti - la disponibilità a mettersi sotto l'ala Fir per due anni.

accademici_contratto.jpg Non tutti, ma molti alla fine hanno ceduto. Il fronte compatto dei giocatori dell'Accademia si è frantumato di fronte alla minaccia di uscire dal giro che conta e perdere possibili treni, garantiti dal cappello federale. Insomma, di fronte alla minaccia di vedere la propria carriera in salita, hanno accettato loro malgrado un contratto che non piace.

L'incontro tra Carlo Checchinato e i giovani d'interesse nazionale si è concluso ieri con un accordo - almeno verbale - che vede gli accademici pronti a firmare il nuovo documento proposto dalla Fir e che lega i giocatori per due anni alla Federazione. Che, dunque, sceglierà per loro la destinazione.


Molti, ma non tutti. Perché la leva su cui Checchinato ha fatto peso ha convinto quei ragazzi il cui futuro è incerto, quei ragazzi che non sanno se riusciranno veramente a fare il salto di qualità. I più forti, quelli già affermati, il cui talento è evidente e che hanno un futuro celtico scritto hanno detto di no. Loro andranno per la loro strada e scommetteranno su se stessi e non sulla Fir.


Insomma, la Federazione a questo giro ha vinto e ha convinto i ragazzi - molti dei quali minorenni e senza consiglieri vicini che possano aiutarli nel prendere decisioni così importanti - a non andare allo scontro. Ma sulla strada ha perso i pezzi da novanta, e gli anni prossimi sarà ancora peggio. Il giochino è valso la candela?


Aggiornamento: nessun giocatore ha, a oggi, accettato la proposta FIR. Anzi, a differenza delle voci diffuse in giornata sarebbero più di un paio quelli convinti a non firmare, ma potrebbero essere molti di più. L'ultimatum scadrà il 30 giugno e fino ad allora non è detto che ci sia quell'adesione messa in giro in queste ore.

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