Affari italiani: anche Torino rifiuta il rugby in nome del Dio calcio

Non si disputerà nel capoluogo piemontese il match internazionale tra l'Italia e Tonga.

torino_no_tonga.jpg Lo avevo anticipato già diversi giorni fa, ora arriva la conferma dalle pagine de La Stampa di Torino. Il test match tra l'Italrugby e Tonga non si giocherà nel capoluogo piemontese. Il motivo? Il Comune di Torino si è piegato alla volontà del Torino Calcio e tanti saluti ai tifosi ovali.

Ecco cosa racconta Alessandro Mondo.


Niente da fare. Non si giocherà a Torino il "test match" previsto il 10 novembre tra la Nazionale italiana di rugby e la rappresentativa di Tonga, che in classifica sta davanti alla nostra squadra.


Il rifiuto, garbato nella forma ma fermo nella sostanza, è stato messo nero su bianco a Palazzo civico -nella persona dell'assessore allo Sport Stefano Gallo - nella lettera inviata ieri a Giancarlo Dondi, presidente della Federazione Italiana Rugby: la pietra tombale su una vicenda che nei giorni scorsi aveva fatto insorgere il Pdl (Tronzano), creando tensioni nella stessa maggioranza. Fa fede la mozione presentata in Sala Rossa dai consiglieri Pd
Marco Muzzarelli e Gianni Ventura.


A far propendere il Comune per il "no" è un'altra partita: quella del Torino. «L'utilizzo dello Stadio Olimpico per la data del novembre presenta un'oggettiva difficoltà derivante dall'eventuale ripristino del manto erboso dell'impianto - spiega l'assessore -. Infatti, qualora si rendessero necessari degli interventi manutentivi, questi potrebbero essere troppo ravvicinati rispetto ad una possibile data di campionato del Torino F.C., che disputa le proprie partite casalinghe allo Stadio Olimpico».


Insomma: a essere dirimente non sono i danni e il rispistino del manto erboso, per i quali in un primo tempo era stata chiesta una fideiussione che il Cus Torino era disposto a coprire (185 mila euro), ma la tempistica. Quanto basta, secondo il Comune, per cassare una sfida che presumibilmente avrebbe fatto il tutto esaurito: come quella svoltasi due anni fa all'Olimpico, in quel caso contro l'Argentina (120 mila euro di fideiussione, 75 mila di spese vive). E prima ancora, a maggior ragione, come il "test match" contro gli " All Blacks" a Milano. Quest'anno gli "All Blacks" giocheranno all'Olimpico: quello di Roma. Milano resterà in panchina. Dopo aver messo a disposizione lo stadio "Nebiolo" al Parco Ruffini, bocciato dalla Federazione perché troppo piccolo, Torino congeda Tonga. Resta l'impegno «di creare le migliori condizioni per portare in Città grandi eventi sportivi quali gli incontri di rugby». Incontri che, riconosce l'assessore nella lettera, «stanno coinvolgendo sempre più un grande pubblico di appassionati, oltre a costituire manifestazioni di grande richiamo pubblico».


Ma a novembre non se ne parla proprio. «Il primo a essere dispiaciuto sono io - precisa Gallo -. Non a caso, in prima battuta avevo chiesto alla Federazione se era possibile spostare la partita. E non a caso, ho ribadito la nostra disponibilità ad ospitare iniziative future».


Come si premetteva, il nodo è tecnico: «Non sappiamo di preciso quando giocherà il Torino, per ripristinare il manto dello stadio servono cinque giorni: fatti salvi eventi atmosferici prevedibili in quella stagione. E' lo stesso problema che ha spinto Milano a rinunciare alla partita con gli All Blacks a San Siro».


Insomma, dopo Milano anche Torino. E le piccole metropoli italiche continuano il loro percorso provincialotto e ottuso. Alla faccia dei tanti proclami e delle belle parole con cui i loro politici si presentano alle elezioni. Applausi.

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