Affari italiani: Gianni Amore toglie il fango dai vestiti e resta in corsa per la presidenza

L'unico - attualmente - sfidante di Giancarlo Dondi potrà correre per la presidenza Fir dopo la sentenza della Corte Federale.

Immagine di anteprima per Immagine di anteprima per Immagine di anteprima per gianni_amore.JPGUna telenovela, una farsa che avevo evitato di raccontare tappa dopo tappa. Troppo squallida da un lato, troppo scontato il finale dall'altro. Gianni Amore, unico candidato ufficiale a sfidare Giancarlo Dondi per la presidenza Fir, potrà presentarsi alle elezioni federali, dopo la sentenza che - condannandolo - lo ha assolto.

Facciamo un passo indietro. Anzi due. A metà marzo Gianni Amore, ex tecnico dell'Amatori Milano e presidente del Comitato siciliano, ha annunciato la propria candidatura alla presidenza federale. Quando lo avevo contattato, il 14 marzo, mi aveva fatto capire che la sua discesa in campo anticipava la macchina del fango che si sarebbe mossa contro di lui.


Detto, fatto. Passano due settimane e il 31 marzo Gianni Amore viene deferito per abuso di potere, slealtà sportiva e altre amenità varie. Insomma, un bel colpo da ko, anche perché - se giudicato colpevole - avrebbe portato a una squalifica di tre anni, cioè gli avrebbe reso impossibile candidarsi alle prossime elezioni. Amore, nell'occasione, si era dichiarato tranquillo e ottimista.


E fin qui avevo seguito la faccenda. Avevo tralasciato, per evitare di cadere nel ridicolo, ciò che è accaduto a metà aprile, quando Gianni Amore si è presentato davanti alla Commissione federale che doveva giudicarlo. Un bel viaggio dalla Sicilia a Roma per sentirsi dire: "Scusi, ci siamo sbagliati. Noi non siamo competenti in materia. Riprovi, sarà più fortunato". Insomma, la Fir aveva sbagliato commissione e, una volta tanto, si è potuto scrivere che era incompetente senza rischiare querele.


Ebbene, ora arriviamo all'oggi. Anzi, allo ieri. Quando la Corte Federale, finalmente competente in materia, ha condannato Gianni Amore. Già, lo ha condannato a ben cinque giorni di squalifica. Ridicolo. Perché gli è stata riconosciuta la non competenza nello stilare la relazione tecnico-morale-finanziaria del comitato da lui presieduto. Punto. La slealtà sportive? L'abuso di potere? Ah, quelli ovviamente non c'erano e non c'erano mai stati. Era solo fango. Quello della macchina di cui mi aveva - appunto - accennato Gianni Amore a metà marzo.


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