Twitter ovale: Brunel e la filosofia rugbistica per l'Italia

A un mese dall'esordio sulla panchina azzurra, Jacques Brunel ha raccontato sulle pagine del Corriere della Sera il suo pensiero ovale e come applicarlo ai colori azzurri.

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"Ho tre leggi: velocità, scelte e larghezza del campo. Credo che esistano più modi di giocare un buon rugby"


Jacques Brunel, coach dell'Italrugby

Lo ha intervistato Domenico Calcagno sull'edizione odierna del Corriere della Sera. E Jacques Brunel, neo allenatore dell'Italrugby, si conferma assai poco banale, come si è notato nelle sue prime apparizioni pubbliche. Ecco alcuni concetti del Brunel pensiero in vista del prossimo Sei Nazioni e la sensazione che il tecnico francese ami sottolineare la sua profonda differenza con chi lo ha preceduto.


"Al primo raduno ho detto ai giocatori che non sono venuto qui per finire sempre in fondo al Torneo. Non è questa la mia ambizione"


"La struttura c'è: le accademie, le franchigie (Treviso e Aironi), il campionato d'Eccellenza. Dobbiamo farla funzionare al meglio"


"La nazionale e le franchigie mandano in campo gli stessi atleti e se giocano bene ci guadagnano tutti"


"Una squadra deve avere equilibrio, un gioco completo, diverse opzioni. E deve cercare di vincere"


"Sergio Parisse credo sia la persona giusta, se lui è d'accordo non si cambia"


"Se interessa Tobias Botes il mediano di mischia del Treviso? Certo, tutti i giocatori bravi ed eleggibili interessano"


"Gli italiani sono latini, sono simili ai francesi per cultura e modo di vivere. Devono migliorare nel gioco, nella disciplina. Ma se ci sono riusciti i francesi perché non dovrebbero riuscirci gli italiani?"


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