Affari celtici: anche l'Irlanda mette i paletti agli stranieri

Un solo straniero tesserato per ogni ruolo. Ma una regola trasversale che riguarda le tre franchigie più importanti d'Irlanda e fatta per garantire almeno due giocatori di qualità irlandesi in ogni posizione.

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Come in Italia, più che in Italia. Anche in Irlanda la Federazione ha deciso per un netto giro di vite a proposito dell'utilizzo di giocatori stranieri nella Rabodirect Pro 12, la vecchia Celtic League. Una regola che farà sicuramente discutere, nella isola di Erin, ma anche qui da noi.

Avete presente la regola decisa dalla Fir, per la quale Treviso e Aironi non possono schierare più di un giocatore non di formazione italiana in determinati ruoli? Avete presente le polemiche che ha scatenato, che scatena e che continuerà a trascinarsi dietro nei prossimi mesi, se non anni?


Ecco, in Irlanda la IRFU ha messo a punto una regola che assomiglia molto a quella italiana, ma che è molto più strutturata e complessa. Dal 2013, infatti, in Irlanda non potrà venir tesserato più di un giocatore non eleggibile per l'Irlanda per ruolo. Ma non parliamo di club, parliamo in generale. 


Quindi, per fare un esempio, se il Leinster deciderà nel 2013 di acquistare Dan Carter, allora né Munster né Ulster potranno avere un'apertura straniera in rosa. Un scelta il cui motivo è ovvio, garantire almeno due giocatori irlandesi di qualità e con esperienza per ogni ruolo.


Non solo, ma dalla stagione 2013/2014 i tesseramenti durante la stagione per coprire infortuni potranno avvenire solo con giocatori d'interesse per la nazionale irlandese. Queste regole, come detto, valgono per Leinster, Munster e Ulster, ma - almeno inizialmente - non per il Connacht.


Un cambio che, come viene sottolineato in Irlanda, è stato deciso di comune accordo tra la Federazione, le tre province coinvolte e lo staff della nazionale irlandese. "I giocatori irlandesi che arrivano dal sistema delle accademie avranno così maggiori opportunità di accumulare esperienza internazionale, giustificando così i 2.5 milioni di euro annui spesi dall'IRFU e dalle province nelle accademie provincali" si legge nel comunicato della Federazione.


Questa regola non vale, ovviamente, per i contratti già in essere e che scadono dopo il 2013, mentre le province non potranno rinnovare i contratti in scadenza al giugno 2013, se non adattandosi alle nuove regole. In caso due province vogliano tesserare un giocatore straniero per lo stesso ruolo, sarà la commissione federale sui contratti professionistici a decidere chi potrà tesserare il giocatore in quel ruolo.


SONDAGGIO: VOTATE IL MIGLIOR AZZURRO DEL 2011!


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