Nuova Zelanda: franchigie in vendita

La Federazione neozelandese ha messo all'asta le sue franchigie del Super 15. Una scelta per fare cassa mantenendo il comando delle squadre, che però ha diviso l'opinione pubblica kiwi.

franchigie_nuova_zelanda.jpg
É notizia vecchia quella dell'apertura ai capitali stranieri da parte della Federazione di Union neozelandese. In pratica, ben quattro franchigie su cinque che partecipano al Super Rugby sono "in affitto". Quali saranno i possibili scenari nella Nuova Zelanda con questo tipo di politica è difficile prevederlo, ma Stefania Mattana ha provato a fare un'interessante analisi ragionata.  

Il CEO della NZRU, Steve Tew, ha sempre un asso nella manica. Per rimpinguare le ormai vuote casse della Federazione ha ben pensato di proporre un sorta di affitto/acquisto delle franchigie: tutta la parte relativa alla direzione sportiva e alla gestione degli atleti rimane di competenza della NZRU, mentre gli eventi trasversali a quelli sportivi e l'immagine della franchigia vengono dati in gestione ai capitali esterni alla franchigia stessa. Una novità che porterebbe bei soldoni in Nuova Zelanda, ma non solo.


Aprire le porte a capitali esterni significa allargare le possibilità di guadagno. E una ventata, come ovvio, di freschezza: sponsor nuovi, canali di comunicazione nuovi, nuovi fan, nuovi accordi commerciali, nuovi gadget, e soprattutto nuovi luoghi da "colonizzare" con la febbre da rugby neozelandese. Per quanto riguarda, invece, la gestione e la presenza dei giocatori, il nuovo corso porterebbe a due fenomeni: i giocatori di casa resterebbero a casa, resistendo alla corte a sei zeri dei club europei. Dall'altra parte, anche i giocatori stranieri potrebbero scegliere di partecipare al campionato più bello del mondo, senza rinunciare a ingaggi di tutto rispetto.


Il primo svantaggio di questa manovra che mi viene in mente è la valorizzazione del materiale umano neozelandese. Un patrimonio enorme e pieno di talenti, e che potrebbe rimanere scottato da una massiva presenza straniera. Il secondo è legato alle possibilità di guadagno degli stessi capitali esterni. Quanto può essere appetibile una franchigia che milita in un campionato, sì ben coperto dal punto di vista mediatico, ma davvero spazialmente lontano? Ammettendo trasferte che vadano oltre l'Australia e il Sudafrica, i profitti calcolabili sono davvero vantaggiosi? In questo periodo di recessione mondiale, finanziare una squadra sportiva - che sia di calcio, football o rugby - è più un investimento a perdere che a guadagnare.


Ma non si parla solo di capitali stranieri per forza. É vero, a primo acchito si può facilmente pensare a investitori giapponesi, cinesi, europei, sudafricani o argentini. Ma ci sono anche investitori neozelandesi, come le città. Infatti, è di questi giorni la notizia che Taranaki ha fatto un'offerta per gli Hurricanes, così come si rincorrono le voci - sempre più concrete - che la città di Auckland acquisterà i Blues. Ma come è possibile che i capitali neozelandesi rimpinguino le casse della stessa Federazione della Nuova Zelanda? É come se si prendessero delle caramelle da una tasca della giaca e le si mettessero nell'altra. Eppure, c'è dell'altro. Decentrare - nel primo caso - o accentrare ancora di più le franchigie significa anche avvicinare di più alla gente comune il mondo patinato delle super squadre. Il sostegno economico può arrivare dagli enti locali, dai comuni e da finanziatori privati. Le persone che vivono lontane dai grandi centri abitati, come Wellington per esempio, avrebbero l'occasione di vedere le grandi stelle della palla ovale senza fare grossi sacrifici. Dall'altra parte, l'accentramento nei grossi centri aiuterebbe i vari staff delle union più piccole a integrarsi e far parte anche delle franchigie più grosse, non solo dal punto di vista amministrativo. Una sorta di sinergica cooperazione verticale, insomma.


Le critiche di buona parte della stampa neozelandese a riguardo si scontrano con un buon riscontro da parte della comunità kiwi che si è pronunciata a riguardo. Se va in porto il progetto, sarà davvero l'inizio di una rivoluzione ovale.  


SONDAGGIO: VOTATE IL MIGLIOR AZZURRO DEL 2011!


  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: