Affari mondiali: Lapasset vs. Beaumont, sfida all'ultimo voto

Domani, a Los Angeles, si voterà il nuovo presidente dell'International Rugby Board. A sfidarsi l'uscente Bernard Lapasset e l'inglese Bill Beaumont. E i rumors parlano di una conferma dell'uomo forte francese.

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Sembrava pronta la rivoluzione nell'International Rugby Board, il governo mondiale della palla ovale. Ma due mesi dopo il favorito della vigilia, l'inglese Bill Beaumont, ha perso terreno e il "lavoro politico" di Bernard Lapasset sembra aver avuto la meglio. E il presidente francese è a un passo dalla conferma.

La voce giunge dall'Inghilterra e rimbalza in Nuova Zelanda, due dei Paesi più interessati al risultato di domani. La prima perché esprime uno dei due candidati, la seconda perché il suo presidente, Steve Tew, è stato il primo sponsor di Beaumont e una sconfitta potrebbe pesare pesantemente sul futuro della Federazione neozelandese.


Quella di domani sarà una votazione all'ultimo voto e, siamo certi, i lavori diplomatici e politici andranno avanti fino a un attimo dalla decisione. Secondo il Guardian, infatti, al momento Lapasset sarebbe in vantaggio per 14 voti a 12, ma sono diverse le nazioni ancora in bilico. A spostare, al momento, l'inerzia della partita sono Nord America e Asia. Entrambe due mesi fa avevano un presidente diverso, mentre ora il cambiamento ha significato anche una diversa visione mondiale. Se il delegato giapponese appare certo di votare Lapasset, gli uomini di Beaumont spingeranno affinché il delegato americano - Bob Latham - cambi idea e abbandoni il francese per l'inglese, arrivando almeno al pareggio.


In ogni caso, quella che si giocherà domani a Los Angeles sarà una partita decisiva per il futuro del rugby mondiale. Da un lato una visione più tradizionalista della palla ovale, quella di Lapasset, dall'altro una volontà di riformare l'intero movimento per fare un ulteriore passo verso quel professionismo che ormai domina, quella di Beaumont. Due mesi fa finì quasi in rissa, con i delegati divisi equamente 13 contro 13. Ora è cambiato l'uomo asiatico, mentre non è chiaro come si muoverà quello nordamericano.


E gli altri? Con Beaumont ci sono Inghilterra, Nuova Zelanda, Scozia, Irlanda e Galles - entrambe con due voti - oltre a Canada e Oceania. Con Lapasset, invece, troviamo Francia, Australia (ma questo voto non è né certo né chiaro) e Sud Africa - con due voti - oltre ad Argentina, Giappone, Asia, Europa, Africa, Sud America e, anche, Italia. Dubbio, infine, il voto del Nord America. Insomma, Lapasset sembra favorito, ma non sarà una passeggiata. Gli animi saranno caldissimi e, da quel che si è capito, vi fosse un nuovo pareggio si resterebbe a Los Angeles a oltranza, finché uno dei due candidati otterrà il voto decisivo.


Quel che è certo è che, soprattutto per le nazioni più piccole - come l'Italia - scegliere il cavallo perdente potrebbe essere un brutto colpo da un punto di vista politico. Io, nel mio piccolo, amo i cambiamenti e le sfide che guardano al futuro. E visto che Lapasset è interessato alla rielezione più per puntare a un posto nel CIO (è obbligatorio essere presidente federale per la prima elezione olimpica) che per il movimento, e visto che il blocco celtico e del Sei Nazioni - Francia esclusa - ha scelto il cavallo inglese, beh, nel mio piccolo tifo Beaumont. 


SONDAGGIO: VOTATE IL MIGLIOR AZZURRO DEL 2011!


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