Rugby e Doping: Padova difende Giusti "Curava un'infiammazione, il Coni sapeva"

Immagine di anteprima per Immagine di anteprima per filippo_giusti_doping.jpgPotrebbe, per fortuna, risolversi tutto in una bolla di sapone lo scandalo doping che ha colpito il Petrarca Padova e il suo giocatore Filippo Giusti. L'atleta, infatti, è stato sospeso dal Coni dopo essere stato trovato positivo a due farmaci al cortisone, ma ora arriva la difesa del Padova.

Ecco cosa dice il medico sociale Carlo Andreoli al collega Federico Fusetti: "Scherziamo? Siamo stati noi ad avvisare in anticipo il Coni, in pratica anticipando che il giocatore sarebbe stato trovato positivo in caso di controlli, come abbiamo fatto molte altre volte. Filippo aveva un'infiammazione all'orecchio, e uno specialista otorinolaringoiatra gli ha prescritto il farmaco, a base di cortisone. Abbiamo compilato tutti i moduli previsti, li abbiamo inviati per fax con largo anticipo, avvisando che avremmo iniziato la cura in via urgente, perché non è che uno, se è ammalato, puoi aspettare a curarlo solo dopo aver ricevuto l'autorizzazione. Abbiamo chiesto di proseguire la cura per una settimana, come era opportuno fare".
A difesa di Filippo, poi, anche il dottor Bruno Fabbri, medico dello sport, che spiega l'utilizzo del farmaco incriminato: "E' principalmente usato come un antinfiammatorio. E' impensabile immaginare un uso diverso anche se il farmaco è inserito nelle tabelle del doping. Questo perché non aumenta la massa muscolare e neppure la capacità aerobica dell'atleta. Inoltre è opportuno ricordare che a dose croniche queste sostanze distruggono il tessuto muscolare"
Infine, ecco la voce ufficiale del club, il ds Corrado Covi, che si schiera con Filippo Giusti "Abbiamo seguito tutte le procedure previste prendiamo atto della decisione, ma la consideriamo un'iniziativa dovuta del Coni, noi aspettiamo gli sviluppi fornendo la massima collaborazione alle autorità, e naturalmente il massimo appoggio all'atleta, che secondo noi si è comportato bene"
Non resta che sperare, per il rugby e per Filippo, che tutto si risolva in tempi brevi e nel modo migliore per il ragazzo. 



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