Sport e Salute - Jonny Wilkinson e la lotta contro la depressione

Jonny+Wilkinson+depressione.jpgFreddo, calcolatore, perfetto. Sir Wilko, al secolo Jonny Wilkinson, sembra agli occhi di tutti lo sportivo perfetto: talentuoso, sicuro di sé, un leader. Agli occhi di chi lo guarda da fuori. Perché Wilko ha combattuto un mostro che lo stava uccidendo dentro: la depressione.

Nell'autobiografia che uscirà domani in Inghilterra, "Jonny: My Autobiography" l'apertura dell'Inghilterra racconta il dramma che lo ha accompagnato per diversi, lunghissimi, anni. Tutto ha inizio nel 2002, dopo l'ennesimo infortunio che lo mina non solo nel fisico, ma anche nella mente. D'accordo con il coach della nazionale Clive Woodward, Wilkinson decide di saltare il tour estivo e di staccare la spina. "Un senso di impotenza dominava i miei giorni. Tutto sembrava inutile e la mia reazione naturale fu di affrontare il problema sul campo. Calciavo, calciavo, calciavo, ma facevo solo peggio - le parole del giocatore, che continua raccontando quando tentò una terapia d'urto nella vasca di una Spa -. Mi sono immerso nell'acqua fino a sprofondare dentro, anche con la testa, e poi ho urlato dalla disperazione. Sono riemerso e l'ho rifatto. Non parlavo, non dicevo parole, solo pura disperazione. Urlavo più forte e a lungo che potevo. Era l'unico modo per confrontarmi con ciò che mi accadeva".
Ma la fortuna non è mai stato il forte per Jonny Wilkinson e gli infortuni continuavano. E con essi la depressione e gli stati d'ansia. Ne parlò con il medico del Newcastle, Graeme Wilkes, e la diagnosi fu immediata "Graeme mi disse ciò che avevo bisogno di sentirmi dire: ero malato. Mi spiegò che la mia malattia stava controllando tutto di me e che era più importante da curare rispetto a ogni infortunio che avessi. Mi indirizzò a un terapista e mi venne spiegato che era questa malattia la causa della depressione e degli attacchi di panico. La cosa buona era che c'era una cura e che non ero condannato".
Freddo, calcolatore, invincibile. Jonny Wilkinson è sicuramente tutto ciò, ma anche gli invincibili posso crollare. E rialzarsi, come ha fatto Wilko. 



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